Oggi, la storia
Martedì 06 ottobre 2015 - 07:05
Tre giorni fa ricorrevano i 25 anni dell'unificazione tedesca: il 3 ottobre 1990 l'ex Repubblica Democratica Tedesca aderiva alla Repubblica Federale. Tale "miracolo" di una "rivoluzione pacifica" fu sancito con le seguenti parole pronunciate dall'allora presidente della Germania dell'Ovest: "L'unità della Germania è raggiunta. Siamo consapevoli della nostra responsabilità davanti a Dio e agli uomini. In un'Europa unificata vogliamo servire la pace nel mondo".
Senza dubbio, l'unificazione tedesca non si sarebbe mai verificata senza il contributo di tante iniziative di protesta pacifica, mentre l'Unione Sovietica non era più in grado di sostenere economicamente e politicamente il sistema socialista sul suolo tedesco. Con il superamento dei "blocchi" dell'epoca della "guerra fredda", la raggiunta unità della Germania divenne il motore dell'unificazione europea. Di valore simbolico oltre che solo storico ne è certamente la "caduta del muro" di Berlino nell'anno precedente (1989).
Il superamento di un muro come simbolo di unificazione ritorna proprio oggi, il 6 ottobre: esattamente 145 anni fa, nel 1870, fu proclamata l'annessione di Roma al Regno d'Italia, dopo la presa della Città eterna da parte dell'esercito italiano sotto il comando del generale Cadorna, una quindicina di giorni prima (20 settembre). La breccia di Porta Pia fu tutt'altro che un atto pacifico, sebbene la resistenza dell'esercito pontificio fosse non molto più che simbolica. Ma Pio IX, l'allora Papa, non riconosceva mai la sovranità del Re italiano su Roma, dove fu trasferita la capitale nell'anno successivo. Iniziò la "Questione romana" che sarebbe stata risolta soltanto con i Patti Lateranensi nel 1929.
Entrambe le "cadute di muri" simboleggiano la fine non solo di epoche, ma anche di sistemi politici che avevano esaurito le loro forze: il potere temporale dei "Papi Re", da un lato, e il socialismo, dall'altro. La democrazia e i diritti umani come base della capacità integrativa dell'Europa oggi sono stati possibili attraverso il superamento di tali sistemi. E l'attuale presidente tedesco Gauck nel suo discorso tre giorni fa ha pensato bene a collocare la sfida dell'integrazione dei rifugiati proprio in questo contesto storico.