Oggi, la storia

Galassie

di Denise Tonella

  • 27.10.2015, 08:05
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Oggi, la storia
Martedì 27 ottobre 2015 - 07:05

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Oggi, la storia 27.10.15

Oggi, la storia 27.10.2015, 07:05

È di pochi giorni fa la notizia che un team internazionale di astronomi coordinato da Hakim Atek del Politecnico federale di Losanna ha scoperto sulle immagini catturate dall’occhio del telescopio spaziale Hubble oltre 250 galassie risalenti a un’epoca molto remota. Si tratta di galassie nane nate tra i 600 e i 900 milioni di anni dopo il Big Bang. La debole luce di questi ammassi galattici ha viaggiato per 12 miliardi di anni e permette ora ai ricercatori di osservare i primordi dell’universo. Queste galassie sembrano avere avuto importanza nel periodo della cosiddetta reionizzazione. Si tratta della fase in cui la luce delle prime stelle interagì con il gas presente nell’universo ionizzandolo e quindi separando gli elettroni dai protoni. In questo modo la pesante “nebbia” di idrogeno gassoso che impediva alla luce ultravioletta di viaggiare si diradò e l’universo fu reso trasparente.

Da quando è stato lanciato nel 1990, il telescopio Hubble ha scattato alcune tra le più dettagliate immagini dell’Universo, permettendo importanti scoperte e cambiando la nostra concezione del cosmo.

È da poco più di 400 anni che osserviamo l’Universo attraverso l’occhio del telescopio. La prima testimonianza dell’esistenza di questo strumento ottico che permetteva di “vedere oggetti distanti come se fossero vicini” risale alla richiesta di un brevetto in Olanda, presentata nell’ottobre del 1608 dal fabbricante di occhiali Hans Lippershay. Il telescopio divenne ben presto uno dei più importanti strumenti scientifici. Permise osservazioni dei fenomeni celesti che portarono all’accettazione del modello eliocentrico dell’Universo – concetto introdotto da Copernico nella seconda metà del Cinquecento a sostituzione del modello geocentrico promosso sin dall’Antichità da Aristotele e Tolomeo. Il primo ad usare il telescopio per osservazioni astronomiche fu il matematico, fisico e astronomo italiano Galileo Galilei. Lo strumento ottico gli permise di ottenere informazioni più precise sui monti lunari e sulla composizione della Via Lattea. Grazie al telescopio, Galileo scoprì inoltre i quattro maggiori satelliti di Giove. L’occhio scrutatore di questo strumento rimane a tutt’oggi il solo che ci permette di osservare i luoghi remoti del nostro Universo. Il telescopio spaziale Hubble continuerà ad operare probabilmente fino al 2020. Nel 2018 è previsto il lancio del suo sostituto, il telescopio spaziale James Webb, sviluppato per migliorare in particolare l’osservazione nello spettro infrarosso con l’obiettivo di così meglio determinare le condizioni iniziali di formazione dell’Universo.

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