Oggi, la storia

Gli 89 anni Jürgen Moltmann

di Piero Stefani

  • 08.04.2015, 09:05
Jürgen Moltmann

Jürgen Moltmann

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Oggi, la storia 08.04.15

Oggi, la storia 08.04.2015, 07:05

Oggi compie 89 anni Jürgen Moltmann, uno dei più noti teologici contemporanei. Si tratta di un pensatore molto sensibile agli stimoli culturali e alle preoccupazioni profonde della nostra epoca, o, per esprimerci meglio, delle varie epoche percorse dalla sua non breve vita.

Venuto alla fede dopo travagli personali e spirituali legati alla Seconda Guerra Mondiale, questo teologo tedesco di fede riformata divenne celebre negli anni Sessanta per il suo libro, Teologia della speranza. L'opera fu scritta anche sotto l'influsso del filosofo marxista Ernst Bloch. Agli anni Settanta risale il libro Il Dio crocifisso, incentrato su temi legati a un nome simbolo delle catastrofi novecentesche: Auschwitz. In seguito il pensiero di Moltmann si rivolse alla teologia della creazione. Lo stimolo questa volta gli venne dalla crisi ecologica che attanaglia il nostro pianeta.

Alle soglie dei novant'anni, il teologo continua a impegnarsi soprattutto su quest'ultimo fronte. In una sua recente conferenza intitolata La speranza della terra Moltmann racconta una barzelletta, a suo dire, piuttosto in voga in Germania. Nell'universo si incontrano due pianeti. L'uno rivolgendosi all'altro gli chiede: «Come stai?» e il secondo risponde: «Non tanto bene ho una brutta malattia, l'homo sapiens». Al che il primo replica: «Non ti preoccupare, l'ho avuta anch'io. Non è cronica, passa presto». La storiella sembra dare ali leggere a un più drammatico pensiero espresso da Friedrich Nietzsche nelle Considerazioni inattuali: «In qualche remoto angolo dell’universo diffuso e sfolgorante in innumerevoli sistemi solari c’era una volta un astro, su cui degli intelligenti animali scoprirono la conoscenza. Fu il momento più orgoglioso e mendace della “storia del mondo”: un minuto soltanto. Dopo pochi respiri della natura l’astro si irrigidì e gli intelligenti animali dovettero morire».

Rispetto all'universo noi appartenenti al genere dell'homo sapiens siamo dunque una malattia? Secondo alcuni sì. In ogni caso, a differenza di quanto capita agli astri, per noi si tratterebbe di una malattia cronica. Con essa perciò ci tocca convivere; meglio se lo si riesce a fare, almeno ogni tanto, con un sorriso sulle labbra.

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