Hans Erni
Hans Erni (Keystone)

Hans Erni – testimone di un intero secolo

Di Denise Tonella

 

Sabato scorso è deceduto all’età di 106 anni il pittore, disegnatore e scultore Hans Erni. L’artista, nato il 21 febbraio 1909 a Lucerna, era attivo da più di 80 anni nel mondo dell’arte e fino a poche settimane fa trascorreva le giornate nel suo atelier. Di indole estremamente produttiva, ha realizzato pitture murali, rilievi, litografie, mosaici, sculture, ceramiche, medaglie, francobolli, poster e illustrazioni di ogni tipo.

L’opera che lo ha reso famoso è il monumentale dipinto murale realizzato per l’Esposizione nazionale del 1939. Parliamo di 76 anni fa. Il grande affresco lungo 100 metri e composto da 136 pannelli alti fino a 5 metri è intitolato „La Svizzera, paese di vacanza dei popoli“. Raffigura il nostro paese all’alba della Seconda Guerra Mondiale. Lo sguardo benevolo di Erni sulla storia e sulle usanze svizzere si affianca a una rappresentazione euforica del progresso tecnico. Si tratta di immagini che esaltano i valori ritenuti svizzeri a quel tempo e che sono espressione del concetto di Difesa spirituale che ha caratterizzato l’Esposizione nazionale del 1939. Le immagini create da Hans Erni hanno influenzato durevolmente la coscienza identitaria svizzera. Alcuni pannelli del monumentale dipinto sono esposti dal 2009 nella mostra permanente „Storia della Svizzera“ al Landesmuseum di Zurigo.

Durante le visite guidate che faccio regolarmente in questa esposizione, mi impressiona sempre raccontare di Hans Erni, perché in quei momenti parlo di una persona che è stata testimone di numerosissimi eventi storici di portata mondiale. Una persona che ha superato i 100 anni in buona forma, come è stato il caso per Hans Erni, ha vissuto due guerre mondiali, è stata segnata dal marxismo, è stata testimone della Guerra Fredda, del movimento giovanile del ’68, della guerra del Vietnam. Parliamo di una persona nata quando si utilizzava ancora il telegrafo e deceduta nell’era dello smartphone e di Facebook. Si tratta di una persona che aveva già più di 50 anni quando è stato costruito il muro di Berlino nel 1961 e che aveva ben 83 anni al momento della sua caduta nel 1989. Un uomo venuto al mondo quando non c’era ancora l’AVS, quando non esisteva il voto alle donne, quando non era stata ancora scoperta l’arma nucleare. Parliamo anche di artista svizzero che negli anni ’20 e ’30 del XX secolo ha frequentato a Parigi e a Berlino personaggi illustri come Kandinsky, Mondrian, Brancusi, Calder, Georges Braque e Picasso. E infine parliamo di un artista discriminato ai tempi della Guerra Fredda perché considerato un comunista e riabilitato a poco a poco a partire dalla metà degli anni ’60.
Il testimone di un intero secolo si è ora spento e sta per diventare lui stesso un tassello di storia svizzera.

 

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