Oggi, la storia

Il culto dei monumenti

di Emilio Gentile

  • 26.11.2015, 08:05
Basilica di Santa Sofia

Basilica di Santa Sofia

  • iStock

Oggi, la storia
Giovedì 26 novembre 2015 - 07:05

La furia iconoclasta, con la quale i terroristi islamici al comando del sedicente califfo Al-Baghdadi distruggono i monumenti di antiche civiltà, non è un fenomeno nuovo nella storia. Invece nuova e moderna è la propaganda mediatica con la quale vengono mostrati al mondo intero gli atti di compiaciuta ed esibita distruzione, effettuata con mazze e bulldozer. Così facendo, i terroristi islamici dichiarano di voler annientare in nome di Allah le vestigia di culti idolatri. Paradossalmente, anche la conservazione dei resti delle antiche civiltà è stata definita nel 1903 da Aloïs Riegl, storico dell’arte austriaco, “il culto moderno dei monumenti”. Monumento significa, etimologicamente, “ricordo”. Tutte le civiltà hanno edificato monumenti con l’intenzione di perpetuare il loro ricordo nel tempo. Il culto moderno dei documenti manifesta appunto la volontà di recuperare, preservare e tramandare le testimonianza pietrificate delle civiltà, che gli esseri umani hanno costruito nel corso dei millenni. Non tutte le civiltà hanno preservato i monumenti delle civiltà che le hanno precedute. Dopo la caduta dell’Impero romano, la civiltà cristiana costruì i suoi templi distruggendo i monumenti della romanità o li trasformò adattandoli al proprio culto. La civiltà islamica seguì l’esempio della civiltà cristiana ma con maggior furia iconoclasta contro tutto ciò che avesse parvenza di un culto idolatrico materializzato in immagini, dipinte o scolpite. Nello stesso tempo, al pari della civiltà cristiana, la civiltà islamica costruì i suoi monumenti, meravigliosi per originale splendore, e non disdegnò neppur essa di adattare al proprio culto monumenti di altre civiltà, come avvenne con la Basilica di Santa Sofia a Costantinopoli, trasformata in moschea dopo la conquista della capitale bizantina da parte dei turchi nel 1453. Il fanatismo, religioso o politico, si è spesso sfogato abbattendo o bruciando tutto ciò che rappresenta una differente concezione di dio, della vita, dell’uomo, dell’arte. Il culto moderno dei monumenti ha origine col Rinascimento, con la riscoperta umanistica del valore autonomo dell’antichità classica, e si è affermato soprattutto dopo il XVIII secolo, con il progresso dell’archeologia e della storiografia come conoscenza critica del passato umano. Il culto moderno dei monumenti riguarda tutti i monumenti, di qualsiasi civiltà e di qualsiasi culto, nella convinzione che tutti i monumenti, pur nella varietà e diversità delle civiltà e dei culti, appartengono ad una comune umanità.

Ti potrebbe interessare