Oggi, la storia

Il drappo sacro

di Emilio Gentile

  • 03.09.2015, 09:05
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Oggi, la storia
giovedì 03 settembre 2015 - 07:05

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Oggi la storia 03.09.15

Oggi, la storia 03.09.2015, 07:05

La bandiera nazionale è un drappo di stoffa trasformato in simbolo sacro. Innumerevoli sono le vite umane che in tutto il mondo, almeno negli ultimi duecento anni, si sono immolate per difendere la bandiera del proprio Stato. Nell’Ottocento, il primo secolo del fiorire di bandiere nazionali, il filosofo e storico inglese Thomas Carlyle osservava: “Non ho forse visto e conosciuto io stesso cinquecento soldati vivi ridotti a colpi di sciabola in carne da corvi per un pezzo di cotone colorato che chiamavano la loro ‘bandiera’, e che, se l’avessi venduta al mercato, non me l’avrebbero pagata più di tre centesimi.”

Certo, la bandiera è un pezzo si stoffa colorato: ma le emozioni che suscita mostrano quale sia la potenza dei simboli sulla coscienza umana. Penso che molti, fra le ascoltatrici e gli ascoltatori, non restino insensibili quando vedono sventolare la loro bandiera nazionale in speciali occasioni. E certamente hanno visto immagini delle manifestazioni contro gli Stati Uniti in Vietnam, in Iran, in Iraq, e nella stessa America, manifestazioni che si concludevano col gesto di bruciare la bandiera a stelle e strisce. Anche bruciare la bandiera è riconoscere che non è solo un drappo di stoffa ma un oggetto sacro, che si vuole dissacrare.

Queste considerazioni mi sono venute in mente nelle scorse settimane, quando è stato annunciato che in Nuova Zelanda si vuole cambiare la bandiera nazionale, dove, in alto a sinistra, vi è in formato ridotto la Union Jack, cioè la bandiera della Gran Bretagna, presente nel simbolo dello Stato neozelandese a ricordo dell’originario ceppo britannico. Un referendum deciderà quale sarà la sua nuova foggia della bandiera, espellendo la Union Jack, ritenuta dai promotori del cambiamento un retaggio del passato coloniale. Fino a qualche anno fa, la maggioranza dei neozelandesi era contraria, perché con la bandiera nella foggia attuale, molti loro giovani erano morti nella prima e nella seconda guerra mondiale, rendendo ancora più sacro quel pezzo di stoffa. Chi sa come avrebbe votato l’antropologo Raymond Firth, il più originale studioso del simbolismo delle bandiere, nato, guarda caso, nel 1901 in Nuova Zelanda. Nel salutarvi, ricordo che oggi gli australiani celebrano la festa della bandiera, molto simile a quella neozelandese, con la presenza della Union Jack. Forse anche gli australiani saranno chiamati a decidere se sfrattare il simbolo britannico.

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