Brevetto della matita accessoriata di gomma da cancellare all'altra estremità della mina
Brevetto della matita accessoriata di gomma da cancellare all'altra estremità della mina
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Il giorno della matita

di Claudio Visentin

Oggi, la storia
Mercoledì 30 marzo 2016 - 07:05

Oggi è il 30 marzo: e se volessimo cercare nella storia importanti anniversari per questo giorno avremmo solo l’imbarazzo della scelta. Il 30 marzo del 1282 per esempio scoppia la rivolta dei Vespri siciliani; nello stesso giorno del 1492 Ferdinando d’Aragona e Isabella di Castiglia espellono tutti gli Ebrei dalla Spagna; sempre in quel giorno nel 1856 il Trattato di Parigi pone fine alla Guerra di Crimea e ancora il 30 marzo 1867 la Russia vende l’Alaska agli Stati Uniti.

Ma la storia non è fatta solo di grandi eventi politici o militari. La storia sociale è scandita anche da semplici, fondamentali invenzioni, che hanno cambiato la vita quotidiana di milioni di persone. E così il 30 marzo è anche ricordato come la Giornata mondiale della matita.

Ogni anno nel mondo si producono quattordici miliardi di matite. Questo umile strumento, che ha trasformato la pratica della scrittura, fa la sua comparsa soltanto pochi secoli fa. A metà del Cinquecento in Inghilterra fu scoperto un giacimento di grafite particolarmente pura, che rese evidenti le potenzialità di questo materiale per la scrittura. Ma solo nella seconda metà del Settecento, a Norimberga, il famoso produttore Faber-Castell avvia la fabbricazione su larga scala di matite così come le conosciamo oggi: un bastoncino di legno, solitamente a sezione esagonale, al cui interno è inserita un'anima di grafite, detta mina.

È a questo punto che entra in scena l’americano di origine giamaicana Imeneo Lipman. Il 30 marzo 1858 (ecco la ragione del nostro anniversario), a Filadelfia, Lipman brevetta un’invenzione apparentemente banale: aggiunge una gomma da cancellare a un estremo della matita. La gomma era all’interno del legno, come la mina: temperando la matita da un lato si affilava la punta, dall’altro la gomma.

Il successo fu enorme, tanto che ancora oggi negli Stati Uniti le matite hanno sempre la gomma incorporata. Nel 1862 Lipman vendette il suo brevetto a un industriale per la considerevole somma di centomila dollari, l’equivalente di due milioni di dollari odierni.

Da quel momento però cominciarono i guai. Infatti l’idea fu copiata da Faber-Castell che, come abbiamo visto, dominava questo settore. La sola differenza era che nelle matite Faber-Castell la gomma non era incorporata, ma montata in un piccolo telaio di metallo. Una causa per violazione di brevetto fu subito intentata, ma nel 1875 la Corte suprema degli Stati Uniti diede ragione alla Faber-Castell: poiché sia la matita che la gomma esistevano già, la loro semplice combinazione non poteva essere considerata un’invenzione brevettabile.

Una piccola storia di uomini e matite.