Francesco Hayez, Ritratto di Alessandro Manzoni, 1841, Pinacoteca di Brera, Milano
Francesco Hayez, Ritratto di Alessandro Manzoni, 1841, Pinacoteca di Brera, Milano (Wikipedia)

Il mio «Rei» di Oggi la storia

di Sacha Zala

 

«Ben ritrovati da Sacha Zala». Queste parole che avete appena udito sono una formula di saluto che negli ultimi due anni avete già sentito per ben 49 puntate di «Oggi la storia». Grammaticalmente parlando questa espressione rientra nella categoria delle interiezioni secondarie che in generale, secondo la Treccani, sono parole di uso comune «usate per esprimere un ordine, un’esortazione, un apprezzamento, una disapprovazione, un’imprecazione» e, come andrebbe aggiunto, un saluto. Esistono naturalmente formule di saluto elaboratissime, come invece ve ne sono di quelle ridotte all’osso come «’giorno», «’sera», «’notte» con un apostrofo iniziale a mo’ d’elisione per accennare la perdita dell’aggettivo «buon» della formula completa «buon giorno». Ecco dunque che il saluto, che sia di persona o via etere, dà inizio a una conversazione, a un dialogo, a un discorso e poi ne mette fine. Il saluto è intrinsecamente legato alla lingua e alla cultura che l’ha sviluppato e può spaziare dal nostro genuino italico ma ormai praticamente universale «ciao» alle complesse ritualità della vita sociale nipponica sotto forma del saluto «Rei» che alle nostre latitudini conosciamo soltanto dalle arti marziali. Con o senza inchino, il saluto è un’espressione di cortesia e di rispetto e richiede, secondo i casi, più intelligenza e tatto.

Oggi termina la mia avventura di «Oggi la storia». Eccomi dunque, ahimè, a dover trovare una formula per salutare voi, care ascoltatrici e cari ascoltatori, che da due anni mi avete pazientemente ascoltato. Sebbene grazie alle mie ricerche d’archivio, abbia scovato migliaia di documenti con belle e originali formule di saluto, oggi esco dall’ambito della disciplina storica e vado a parare nella letteratura, aggrappandomi ad Alessandro Manzoni. Tralascio il moralismo religioso del grande romanziere italiano sul «sugo di tutta la storia» de I promessi sposi e cioè «che i guai vengono bensì spesso, perché ci si è dato cagione; ma che la condotta più cauta e più innocente non basta a tenerli lontani». E dunque se queste 49 edizioni di «Oggi la storia», che vi ho presentato negli ultimi due anni, non vi son dispiaciute affatto, vogliatene bene un pochino a chi ve le ha raccontate. «Ma se in vece fossimo riusciti ad annoiarvi, credete che non s’è fatto apposta.»

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