Oggi, la storia

Il valore della parità tra donne e uomini, ieri e oggi

di Marcus Krienke

  • 12.01.2016, 08:05
Parita tra i sessi
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Oggi, la storia
Martedì 12 gennaio 2016 - 07:05

Ormai sono oltre 500 le denunce per molestie sessuali, combinate con atti di violenza e rapina verso donne, nella notte di capodanno a Colonia. A prescindere dall’impatto di questa notte sul dibattito sull’immigrazione e l’integrazione, tanti si chiedono se da parte della polizia non sia stato effettivamente sottovalutato il fenomeno in sé, e se è adeguato il consiglio della sindaca di Colonia alle donne, di tenere sempre la distanza di una lunghezza di braccio dagli stranieri. Una polizia che non agirebbe e la sindaca che sbeffeggerebbe le vittime – secondo alcuni questi sono addirittura sintomi di discriminazione delle donne nella nostra società. In questa atmosfera desta clamore persino la notizia arrivata dalla Svezia dove si torna alla separazione dei sessi nei bagni nudi pubblici, da un quarto di secolo simbolo di parità nel paese scandinavo. Il nuovo anno si annuncia dunque come un passo indietro per il riconoscimento delle donne e per la parità sessuale?

Tuttavia, tali reazioni in parte esagerati si spiegano soltanto sulla base del fatto che da noi la parità della donna è di fatti un acquisto prezioso e caratterizza la nostra situazione quotidiana. Sebbene si possono certamente rilevare ancora oggi delle discriminazioni, occorre ricordarsi anche quanti passi culturali importanti sono stati fatti in passato. Punti di riferimento per la Svizzera sono certamente il riconoscimento del pari diritto di voto e delle opportunità negli anni 1971 e 1981. Pochi sanno che la prima petizione per il diritto di voto per le donne fu avanzata già nel 1886 a Zurigo, 130 anni fa, e che ancora nel 1959 tale diritto fu ampiamente negato in una votazione federale. Dalla prima consigliera federale nel 1983 si arriva poi alla piena parità nel governo federale oggi.

Ad uno sguardo preciso, l’intera storia svizzera è segnata da presenze femminili che valgono la pena riscoprire: ad esempio, nel Due- e Trecento Zurigo è stata governata da una donna, e nel 1352 un gruppo di donne difese la Val Lumnezia dagli invasori. Nel ’700 la pittrice Angelika Kauffmann di Coira era considerata il “Raffaello tra le donne”. L’Ottocento conosce una serie di imprenditrici svizzere importanti come ad esempio Pauline Zimmerli-Bäurlin che nel 1870 con l’invenzione di una macchina per maglieria mise le basi per l’industria moderna delle magliette. Tuttavia, per il riconoscimento sociale rinnegatole, tante donne furono impedite a realizzare i loro talenti, e questo ci fa capire come una cultura della parità è uno dei valori sociali centrali, da ricordare soprattutto nei dibattiti attuali.

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