Oggi, la storia

L’etica ecumenica del diritto di Papa Francesco

di Markus Krienke

  • 19.04.2016, 09:05
16 aprile 2016: Papa Francesco in visita a Lesbo incontra i migranti del campo di Moria

16 aprile 2016: Papa Francesco in visita a Lesbo incontra i migranti del campo di Moria

  • Keystone

Oggi, la storia
Martedì 19 aprile 2016 - 07:05

Dopo Lampedusa tre anni fa, Papa Francesco si è recato all’isola greca Lesbo con un messaggio preciso: ad essere capace di affrontare «la più grande catastrofe umanitaria dalla seconda guerra mondiale» può essere soltanto un’Europa unita, politicamente e spiritualmente. E con un linguaggio umanitario e religioso, il Papa dà in realtà un appello politico fortissimo: laddove la politica si fa soltanto “amministratrice” dei diritti, piegati a fini ed interessi politici ma non più espressione di ciò che è autenticamente umano, egli ricorda l’essenza etica del diritto che è la giustizia nei confronti di volti concreti, non di numeri.

Per questo motivo è stato un evento ricco di significato se si è incontrato con l’arcivescovo di Atene Hieronymos e il Patriarca di Costantinopoli Bartolomeo, per superare una di quelle divisioni che segna l’Europa da quasi mille anni: quella tra cattolici ed ortodossi, compiutasi nel 1054 quando il delegato di Papa Leone IX, sebbene a conoscenza della sua morte, scomunicava il Patriarca di Costantinopoli addirittura nella Hagia Sophia. Soltanto da mezzo secolo le due confessioni esprimono che questa divisione non ha mai attaccato la loro fondamentale unità dottrinale e spirituale, e che sia pertanto da ritenere prevalentemente “politica”. Ad iniziare l’avvicinamento tra cattolici ed ortodossi era Papa Giovanni XXIII che ancora da diplomatico vaticano in Turchia ha tessuto contatti stretti con gli ortodossi. Paolo VI ereditò questa sensibilità e riuscì a levare la condanna reciproca del 1054. Sotto questi due Papi il Concilio Ecumenico Vaticano Secondo definiva poi una nuova base per il dialogo; ma sebbene porti “ecumenico” nel suo nome, si rivolse soltanto al “proprio” mondo cattolico. La Chiesa ortodossa ha sempre conservato l’autentico significato greco della parola: “riguardo all’intera umanità”. Messe insieme le due tradizioni, il messaggio di Lesbo alla politica europea disorientata è quindi quello di non dimenticare tra gli interessi “propri” l’umanità universale.

Questo messaggio si dovrà concretizzare nella ri-celebrazione di un concilio davvero “ecumenico” nel 2025 che riunisce Roma con i patriarchi dell’est, la prima volta dopo esattamente 13 secoli. Il luogo sarà Nicea, dove avvenne il primo concilio ecumenico nel 325. Da notare è che gli otto concili veramente ecumenici fino all' 825 avvennero tutti sul suolo dell’odierna Turchia – paese simbolo del limite delle politiche europee in merito alla difesa dell’etica dei diritti umani.

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