
Oggi, la storia 07.10.14
Oggi, la storia 07.10.2014, 07:05
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Oggi vorrei riportarvi al Tardo Medioevo. Al “lunedì dopo il giorno di san Leodegario vescovo, nell’anno dalla nascita di Cristo mille trecento settanta”, come è stato annotato nella convenzione del 7 ottobre 1370 conosciuta oggi come Carta dei preti. Sei sigilli decorano questa preziosa pergamena conservata a tutt’oggi in più copie. Rappresentano le città di Zurigo e Lucerna, la città e il contado di Zugo nonché i cantoni rurali di Uri, Svitto e Untervaldo.
In quella giornata autunnale del XIV secolo le sei comunità dichiararono la sovranità giudiziaria nei loro cantoni. Gli ecclesiastici vennero da quel momento in poi citati davanti ai tribunali comunali o cittadini e poterono sì in seguito continuare a rivolgersi ai tribunali stranieri ed ecclesiastici, ma solo per cause ecclesiali e matrimoniali. Fu un passo importante nel tentativo di limitare il potere della Chiesa e di affermare la signoria territoriale dei singoli cantoni – un presupposto fondamentale per lo sviluppo dello Stato moderno.
La sovranità giudiziaria non è l’unico tema della Carta dei preti. I cantoni si impegnarono anche a conservare la “pace stradale” fra il San Gottardo e Zurigo e a vietare le faide. Lo scopo fu quello di garantire la sicurezza delle vie di trasporto tra il Reno e le Alpi, minacciata costantemente dal problema della faida – una forma legittima ma potenzialmente criminale, tipica di un’epoca in cui non esisteva ancora la polizia, di farsi giustizia da soli. Con la faida un privato, in genere un membro della nobiltà o un ricco contadino, poteva accorrere alla violenza o all’estorsione per punire un torto o per costringere l’avversario ad accettare il proprio punto di vista giuridico. Le faide potevano implicare centinaia di persone, dato che sudditi e alleati erano tenuti a prendervi parte, e generavano quindi a volte vere e proprie piccole guerre. Ci si rubava reciprocamente il bestiame, si distruggevano i raccolti o si incendiavano le case. A volte si arrivava anche all’omicidio. Tali conflitti rendevano insicure le vie di trasporto e nuocevano tanto al commercio come all’agricoltura. Sin dal XIII secolo i cantoni rurali avevano iniziato a risolvere questi conflitti davanti a tribunali propri per garantire la pace. Patti di alleanza con le città confinanti consolidarono poi nel corso del XIV secolo l’autonomia politica e giudiziaria di queste comunità. La Carta dei preti rappresenta una tappa importante nel tentativo di garantire la pace e la sicurezza nella regione.
Un terzo motivo attribuisce rilevanza a questo documento. Per la prima volta l’entità geografica dei cantoni di Uri, Svitto, Untervaldo, Lucerna, Zugo e Zurigo viene definita come “la nostra Confederazione” – “unser Eydgnoschaft” nel testo originale.
Se fino ad allora i cantoni si consideravano entità singole alleate ad altre, ora si percepisce il formarsi di un’entità e di un territorio comune che diventerà in seguito la Confederazione Svizzera.
Denise Tonella
