
Oggi, la storia 09.04.15
Oggi, la storia 09.04.2015, 07:05
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Il 9 aprile 1865, nei pressi di Appomattox, un villaggio della Virginia, il generale Robert Lee, comandante dell’esercito degli Stati confederati d’America, firmò la resa davanti al generale Ulysses Grant, comandante dell’esercito degli Stati Uniti.
Era la fine della guerra civile americana, iniziata il 12 aprile 1861. Si compiva così, centocinquanta anni fa, il destino degli americani bianchi degli Stati del Sud, che si consideravano una nazione diversa dagli americani del Nord: diversa per la loro civiltà e la loro economia, basata sulla grande proprietà agraria, la produzione del cotone e la schiavitù dei neri. Per preservare, con la propria civiltà, anche la schiavitù, gli americani del Sud avevano deciso la secessione dal Nord, dando vita l’8 febbraio 1861 alla Confederazione degli Stati d’America. Non fu tuttavia la questione della schiavitù a provocare la guerra civile, ma la preservazione dell’unione federale, decisamente voluta dal presidente degli Stati Uniti Abraham Lincoln. Nel discorso inaugurale come presidente, pronunciato il 4 marzo 1861, Lincoln affermò che l’unione federale era da considerarsi perpetua, ed era perciò suo dovere conservarla. “Nel perseguire questo scopo, disse Lincoln, non è necessario spargere sangue umano o ricorrere alla violenza, e questo non accadrà, a meno che lo Stato non vi sia costretto con la forza.”
Lincoln aveva una concezione quasi mistica dell’Unione federale, come entità esistente per sé stessa, superiore e trascendente nei confronti dei singoli Stati. Per Lincoln, gli americani della Confederazione non rappresentavano una nazione diversa, ma erano ribelli contro i quali bisognava usare la forza perché la loro secessione minacciava di disgregare la “grande repubblica” degli Stati Uniti, il miglior esperimento di un governo “del popolo, dal popolo, per il popolo”, come Lincoln lo definì nel 1863. Rieletto nel 1864, sebbene animato da carità e clemenza, Lincoln fu inflessibile nel combattere gli Stati del Sud fino alla resa, in una spietata guerra civile, che fu la prima guerra totale della storia, con oltre seicentomila vittime: una terribile anticipazione della Grande Guerra. Tuttavia, dopo la vittoria, Lincoln pensava alla riconciliazione di tutti gli americani nella “grande repubblica”. Forse per questo, appena sei giorni dopo la resa dei secessionisti, il 15 aprile, il Venerdì Santo di centocinquanta anni fa, Lincoln fu assassinato.
