(Keystone)

La Grande guerra e la cortina di ferro

Rete Due, mercoledì 10 settembre, 07:05

 

Rimbomba ancora nelle nostre orecchie il frastuono del mediatico fragore estivo del centenario scoppio della Grande guerra del 14/18. La Prima guerra mondiale spazzò via dai propri troni tre imperiali dinastie europee, confinando le loro ultime teste coronate nel lato in ombra della storia. Proprio oggi 95 anni fa, il 10 settembre 1919 nell’antica residenza dei re di Francia del castello di Saint-Germain-en-Laye i rappresentanti degli alleati vincitori e della sconfitta Austria firmavano l’omonimo trattato. Il Trattato di Saint-Germain regolava per così dire l’attivo fallimentare del travagliato, multietnico Impero Austro-Ungarico, imploso sul finire della guerra per l’inarrestabile spinta del trionfo del principio di autodeterminazione dei popoli. Il Trattato stipulava la pace tra le potenze alleate e la Repubblica austrica e fissava una vera e propria ripartizione di territori del dissolto Impero che ridisegnava completamente la mappa dell’Europa, pensiamo nei nostri paraggi al Tirolo meridionale con Bolzano e Trento, ma anche a Gorizia, Gradisca, Trieste e a tutta l’Istria che venivano annessi al Regno d’Italia, coronando però solo in parte le mire irredentistiche italiane bramose anche di Fiume e della Dalmazia. Non soltanto la parte austrica ma pure il Regno d’Ungheria – l’altra metà del dissolto Impero Austro-Ungarico – veniva amputato, con il successivo Trattato del Trianon nel 1920, di molti dei suoi territori, riducendolo di due terzi. Un anno prima, il Trattato di Versailles aveva già sancito i nuovi, più angusti confini della Germania.

Per una bizza del calendario proprio oggi, 25 anni fa, questi tre perdenti della Prima guerra mondiale si ritrovarono al centro di quel processo che mise fine alla Guerra fredda. Proprio il 10 settembre del 1989, infatti, il governo ungherese, di fronte ad un’opinione pubblica mondiale colta di gran sorpresa, prendeva la coraggiosa decisione di aprire le proprie frontiere per i cittadini della Repubblica Democratica Tedesca che attraverso l’Austria avessero voluto raggiungere la Repubblica Federale di Germania. Furono a miglia i tedeschi orientali che attraverso l’Ungheria e l’Austria fuggirono in Occidente. Quest’audace decisione ungherese aprì una vasta crepa nella cosiddetta cortina di ferro che finirà per fare sgretolare, tre mesi più tardi, il muro di Berlino e poi tutto il blocco dei paesi comunisti dell’Europa orientale.
Sacha Zala

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