Oggi, la storia

La festa nazionale canadese e Emily Carr

di Simona Boscani Leoni

  • 08.06.2015, 09:05
Emily Carr, Senza titolo, 1935

Emily Carr, Senza titolo, 1935

  • Courtesy Art Gallery of Ontario

Oggi, la storia
Lunedì 8 giugno - 7.05

02:27
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Oggi, la storia 08.06.15

Oggi, la storia 08.06.2015, 07:05

Il primo lunedì prima o dopo il 24 maggio il Canada festeggia il Victoria Day, giornata in cui si commemora il compleanno della regina Vittoria, nata proprio il 24 di maggio. La festa serve anche a ricordare la regnante che sedeva in trono al momento della fondazione del Canada come stato federale e indipendente all’interno del Commonwealth nel 1867.

Chi conosce un po’ la storia del Canada, sa che uno dei punti oscuri è stata la colonizzazione dei territori abitati dai nativi, o come dicono i canadesi „the First nations“. A questo proposito, il paese sta riscoprendo l’importanza di artisti che hanno cercato di costruire un ponte con le popolazioni locali, contribuendo anche a documentarne i modi di vita. Una di queste è Emily Carr, nata a Victoria nel 1871. Dopo gli studi di arte in Gran Bretagna, nel 1905 tornò in patria, nella provincia del British Columbia e si ritirò a vivere insieme agli indiani. Nei suoi primi dipinti si trovano, infatti, le immagini di numerosi totem, paesaggi, e talvolta anche delle scene di vita degli abitanti delle foreste dell’Alaska e del British Columbia, in particolare gli Haida e i Nuu-chah-nulth.

Dopo questo periodo, Emily Carr ritornò in Europa in cerca d’ispirazione, entrando in contatto con le avanguardie parigine. Al suo ritorno, fu importante il suo incontro con un altro gruppo di pittori innovatori, il Gruppo dei Sette, che si dedicava quasi interamente alla pittura di paesaggio con forti accenti espressionisti. La più grande collezione delle loro opere è esposta all’Art Gallery of Ontario di Toronto che non per caso in questi mesi dedica anche una retrospettiva alla Carr. Il gruppo dei Sette ha avuto il merito di scoprire esteticamente il paesaggio canadese, le sue foreste infinite, dipingendo spesso paesaggi innevati, immersi in una calma quasi surreale.

Oltre alla pittura, la Carr pubblicò anche numerosi testi letterari, tra cui un libro di memorie, dedicato proprio alle sue esperienze di vita con il popolo dei Nuu-chah-nulth. Il libro, come anche i quadri e lo stile di vita della donna, che rimase nubile per tutta la vita, furono oggetto di critiche nel Canada dell’epoca, anche perché la Carr si trovava di fronte una società ancora completamente chiusa e piena di pregiudizi nei confronti dei popoli nativi.

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