
Oggi, la storia 08.05.15
Oggi, la storia 08.05.2015, 07:05
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Permettetemi cari ascoltatori di iniziare con una citazione dal mio livre de chevet, la Chartreuse de Parme: “Il 15 maggio 1796 Napoleone Bonaparte entrava in Milano alla testa di una giovane armata che dimostrava al mondo che Cesare e Alessandro dopo molti secoli avevano un successore”… Le imprese coraggiose dei giovani soldati francesi in pochi mesi risvegliarono un popolo inerte e addormentato. "Otto giorni prima dell’arrivo dei francesi i cittadini di Milano giudicavano se stessi una massa di inetti diventati sudditi sottomessi, abituati a fuggire davanti alle truppe del re e dell’imperatore, occupati soltanto a scrivere sonetti e a recitare ridicole galanterie.”
Stendhal continua ricordando che nel medioevo le dimostrazioni di coraggio dei repubblicani lombardi furono punite dai soldati dell’imperatore tedesco Federico Barbarossa con la distruzione delle mura della città. Da allora l’ombra cupa del pessimismo era scesa sui loro cuori e, secondo il nostro autore, soltanto secoli dopo con l’arrivo dei giovani francesi e la diffusione delle nuove idee, rinasce nei lombardi la fiducia in sé unita al coraggio di agire contro le avversità. L’entusiasmo di Stendhal letterariamente così trascinante è in realtà, penso, simpaticamente esagerato ma ci porta a riflettere sul ruolo che la stima e la percezione positiva delle proprie capacità giocano nelle vicende della storia umana. Si tratta di un fenomeno quasi impalpabile e non facilmente quantificabile nei suoi effetti? Oppure si deve riconoscere che l’autostima e l’ottimismo sono fattori concreti che storicamente pesano sul modo di affrontare gli eventi da parte di un popolo? Giro la domanda a chi è in grado di portare altri esempi - se ci sono - di come l’attitudine positiva o negativa possa mutare il futuro di un intero popolo. Oggi é un tema particolarmente importante per noi italiani e europei.
