
La libertà di stampa in Svizzera
Oggi, la storia 13.01.2015, 07:05
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Dopo il tragico attentato avvenuto il 7 gennaio alla sede del giornale satirico Charlie Hebdo a Parigi vorrei oggi volgere uno sguardo storico agli inizi della libertà di stampa e dell’iconografia satirica in Svizzera.
I primi periodici escono in Svizzera tedesca nel XVII secolo. Si sviluppano dagli occasionali fogli volanti, dalle gazzette d’informazione e dai notiziari sulle fiere. Nelle altre regioni linguistiche la stampa si sviluppa più timidamente. Il primo periodico della Svizzera italiana è il settimanale intitolato Nuove di diverse corti e paesi, stampato a Lugano a partire dal 1746. Diventerà più tardi la Gazzetta di Lugano.
Come ci spiega il Dizionario storico della Svizzera, da quando, grazie all’introduzione della stampa tipografica nella seconda metà del XV secolo, il libro era diventato un mezzo di comunicazione di massa, sono tangibili in Europa anche i primi casi di censura. Simili misure vengono prese dalle autorità laiche ed ecclesiastiche per contrastare ad esempio gli attacchi rivolti dai riformatori alle dottrine della Chiesa. Gli scritti che meglio riescono ad evitare la censura, perché anonimi e perché possono modificare rapidamente il luogo di edizione, sono le caricature e i testi satirici in forma di fogli volanti – flyer diremmo oggi. Presenti in Svizzera sin dal XV secolo, tematizzano il più delle volte l’attualità politica e religiosa.
La censura accompagna la stampa svizzera per lungo tempo. Nel XVIII secolo, accordi stipulati fra i cantoni svizzeri proibiscono in larga misura la diffusione di informazioni che riguardano avvenimenti inerenti la Confederazione. La critica nei confronti delle autorità è punita gravemente.
Sotto l’influsso della Rivoluzione francese, la Repubblica elvetica proclama nel 1798 per la prima volta in tutta la Svizzera la libertà di stampa. Libertà, che viene però nuovamente abolita già pochi mesi dopo. L’unico cantone svizzero che contempla la libertà di stampa nella sua costituzione è Ginevra a partire dal 1814. Per quanto riguarda gli altri cantoni, bisogna aspettare la fine degli anni venti dell’Ottocento. È qui che si sviluppa in tutte le regioni linguistiche una stampa perlopiù libera, sulle cui pagine trova spazio il confronto tra le diverse opinioni.
Nel 1848 la libertà di stampa viene espressamente iscritta nella Costituzione del nuovo Stato federale e non viene mai più abolita. Le autorità federali la limitano solo durante le due guerre mondiali, quando non è consentito mettere in discussione la neutralità o criticare l’esercito.
La libertà di stampa è stata riconosciuta nella Dichiarazione universale dei diritti umani, proclamata il 10 dicembre 1948 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.