
Oggi la storia 05.09.14
Oggi, la storia 05.09.2014, 11:02
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Fra quattro giorni sarà luna piena e se il cielo sarà limpido anche i dilettanti astronomi potranno vedere nel disco luminoso della luna il cratere dedicato a al- Biruni. Chi era al-Biruni? Oggi il suo nome é ignoto ai più come quello di Carneade a Don Abbondio; ma egli ai suoi tempi fu chiamato “il Maestro” ed é per gli storici della scienza uno dei massimi scienziati musulmani. Nato in Iran proprio durante la luna di settembre nel 973, conosceva il siriaco, l’ebraico, il greco, il sanscrito e anche un po’ di latino oltre all’arabo naturalmente, lingua in cui scrisse più di cento opere di geografia, storia, astronomia, matematica. La conoscenza dei testi sanscriti spiega il suo ruolo di mediatore fra le culture, dall’India e all’Occidente. Scrisse sull’India un’opera basata sulle osservazioni raccolte durante i numerosi soggiorni in quel paese che lo affascinava per la cultura, la lingua e anche per la religione, quella hindu; dettò precise regole di proiezione per le mappe delle superfici curve della terra, studiò la rotazione del globo terrestre sul suo asse e la forza di gravità; scrisse sul sistema decimale, migliorò il calcolo della longitudine fatto da Eratostene sette secoli prima. Riteneva che l’ esperienza fosse la guida maestra della conoscenza e affermava il salutare principio che la “fede nella onniscienza divina non giustifica la ignoranza degli uomini”. Suoi contemporanei furono il poeta Firdusi – il Dante del’Iran - e il filosofo Avicenna con il quale fu in corrispondenza epistolare . Morì a Ghazna, oggi in Afganistan, città allora ricca di moschee e giardini, capitale di un impero che arrivava fino alla valle del Gange. Tempi prosperi e felici: i sultani favorivano l’arte e la ricerca scientifica incoraggiando il dialogo con le tradizioni antiche della Grecia e la sapienza indiana. Un secolo dopo – anche tramite l’opera di uomini curiosi e sapienti come al Biruni – le scuole d’Europa, da Toledo alla Sicilia e più tardi da Parigi a Oxford a Salamanca, si apriranno al ritorno in Occidente della filosofia di Aristotele, alla matematica indo-araba e alle nuove scienze experimentales.
Maria Teresa Fumagalli Beonio Brocchieri
