Oggi, la storia
Venerdì 15 gennaio 2016 - 07:05
La lettura dei testi antichi mi permette talvolta di scoprire alcuni atteggiamenti che a prima vista sembrano estranei e appartenenti ad altri mondi culturali ma sono stati anche nostri nel passato. Ecco un esempio. La condanna della musica espressa dai terroristi del Bataclan non è qualcosa di inaudito: molti secoli fa il grande intellettuale cristiano Agostino scriveva infatti sulla musica parole - certamente più fini ed eleganti- ma non molto dissimili nella sostanza Il giovane Agostino era turbato dal potere sensuale ed emotivo della musica anche di quella ascoltata in chiesa e la percepiva come peccato. “Spesso il canto e la musica mi seducono con il piacere dei sensi ai quali non bisogna permettere di sfibrare lo spirito”. Ma anni dopo, studiando nel De musica la struttura dell’arte dei suoni fondata sui numeri (i ritmi) e le proporzioni, Agostino comprende che la musica ha la capacità di elevare la mente sopra la realtà sensibile: la musica è dunque non solo arte ma anche “scienza liberale” sorella della matematica “Tutti i sentimenti della nostra anima –scrive - trovano nella musica un'arcana inebriante corrispondenza con il divino”. La valutazione della musica nella nostra storia culturale è stata dupliceIntrecciata inevitabilmente al piacere dell’udito la musica poteva apparire un ostacolo all’ascesa dell’ anima al mondo ultrasensibile e divino ma d’altro lato lo studio del suo linguaggio fondato sulla struttura matematica metteva in evidenza una qualità che va oltre la percezione sensibile Con l’opera di Agostino la musica e l’estetica musicale entrano nel patrimonio culturale dell’Occidente Nel XII secolo Ildegarda di Bingen con elegante semplicità affermerà che ”la musica é assolutamente necessaria alla vita degli uomini l’anima dei quali è essa stessa sinfonica”.