Oggi, la storia
Lunedì 18 gennaio 2016 - 07:05
Il mio intervento di oggi racconta la storia della pelle di una donna che si trovava esposta alla Kunstkammer di Zurigo nel XVII secolo. La scorsa settimana, proprio spulciando tra antichi documenti alla biblioteca centrale della città, mi sono imbattuta in una serie di scritti che raccontano la storia del primo museo pubblico svizzero fondato nel 1629 proprio nella città sulla Limmat. Di questa istituzione ho già parlato in un mio contributo a “Oggi, la storia” nel maggio passato.
Il museo era considerato una delle attrazioni cittadine tra le più importanti. Due viaggiatori francesi, Paul Reboulet e Jean de Labrune, pubblicarono nel 1686 la descrizione del loro itinerario di viaggio in Svizzera, nel quale si trovano diverse pagine consacrate alla biblioteca e al museo zurighesi. Le due istituzioni erano situate nella Wasserkirche, una chiesa sconsacrata situata lungo la Limmat. L'oggetto che più attirò la loro attenzione fu proprio la pelle di una donna, moglie di un contadino del contado zurighese. Nel loro libro, Reboulet e Labrune raccontano che la donna, durante gli anni di matrimonio, avrebbe speso senza riguardo i soldi del marito e la sua lunga malattia avrebbe contribuito ad alleggerire ancor di più il portafoglio del coniuge.
Una volta deceduta, l'uomo, a quanto pare, si sentì molto sollevato e, non volendo sostenere le spese del funerale, si rivolse a un medico della città, famoso anatomista, che accettò di comprare a scopo scientifico il corpo della donna. Il medico avrebbe poi fatto scuoiare il cadavere, cedendo la pelle a un conciatore che l'avrebbe pulita e preparata a puntino per l'esposizione.
A quanto pare, però, la cosa non passò inosservata in città: in particolare, vi fu un sommovimento di donne, scandalizzate per il comportamento del contadino, che obbligò il consiglio cittadino a punire il marito, il medico, e non da ultimo il conciatore di pelli.
Lo stesso consiglio della città, dopo lunghe discussioni, decise comunque di donare la pelle della donna al museo che avrebbe potuto esporla nelle sue stanze.
La storia molto curiosa ci fa riflettere sui rapporti di potere nelle coppie dell'epoca moderna e sullo stato di una scienza, l'anatomia, che in quell'epoca si trovava ancora in uno stadio di definizione epistemologica incerta.