Oggi, la storia

La schiavitù oggi

di Maria Teresa Fumagalli Beonio Brocchieri

  • 28.11.2014, 08:05
Proteste in Brasile contro la schiavitù

Proteste in Brasile contro la schiavitù

  • Keystone
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Oggi, la storia 28.11.14

Oggi, la storia 28.11.2014, 07:05

La Walk Free Foundation ha pubblicato giorni fa l'annuale indice sulla presenza della schiavitù nel mondo.

Più della metà degli schiavi sta oggi in cinque paesi: l’India con più di 14 milioni di persone, Cina con 3,24 milioni, Pakistan con circa 2 milioni, Uzbekistan 1,2 milioni e Russia 1,05 milioni. La schiavitù è una realtà arcaica come la guerra, ma la parola ha significati non univoci nel tempo: oggi si presenta soprattutto nelle forme di traffico di esseri umani, lavoro forzato per debiti o condanne a vita per dissenso politico, matrimonio “violento”, sfruttamento sessuale e vendita di bambini. Le cause? sempre quelle: sconfitte individuali o di intere etnie, miseria e inferiorità fisica e culturale. Come al solito vi invito a guardare al passato. Fa male ricordare le parole di Aristotele per il quale la schiavitù è uno stato immodificabile perché naturale:”E’ evidente che taluni sono per natura liberi e altri schiavi e per costoro è giusto essere schiavi”. Un primo importante mutamento avviene a Roma: per legge lo schiavo può essere emancipato ossia divenire libero per decisione del padrone come accadde a Tirone il sapiente schiavo di Cicerone. Le dichiarazioni di Ambrogio vescovo di Milano non riguardano la istituzione ma il principio: libertà e eguaglianza – dichiara - sono per l’uomo fondamentali diritti naturali. Fortunatamente nel contrasto fra la dura realtà della schiavitù e l’idea di eguaglianza fra gli uomini, connessa a quella di fraternità, agisce un altro protagonista: a cominciare dal X secolo il sistema schiavistico si sgretola battuto dal vantaggio economico offerto dalle nuove tecniche del mondo del lavoro. L’energia animale meglio sfruttata, i nuovi strumenti agricoli e l’energia idraulica in progresso sempre crescente soppiantano il lavoro dei servi a vita.

L’ultimo atto di principio nel millenario processo di lotta alla schiavitù é la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo proclamata nel 1948 dalle Nazioni Unite : “ Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti”.Ma possiamo dimenticare che più di venti milioni di esseri umani oggi nel mondo sono ancora schiavi?

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