Oggi, la storia
Martedì 10 novembre 2015 - 07:05
Qualche giorno fa è stato pubblicato su H/SOZ/KULT, la piattaforma tedesca di comunicazione e informazione per gli storici, il resoconto della conferenza Geschichte kuratieren tenutasi il febbraio scorso a Hildesheim e dedicata alla presentazione di tematiche storiche nelle mostre, nei musei all’aperto e attraverso installazioni video. È qui che ho trovato uno spunto per qualche riflessione personale sul compito e le sfide dei curatori che, come la sottoscritta, presentano la storia utilizzando gli strumenti dell’allestimento museale.
Il museo è innanzitutto un luogo in cui vengono custoditi per le generazioni future oggetti originali risalenti a varie epoche storiche. Le mostre che attingono alla collezione del proprio museo permettono al pubblico di vedere e apprezzare questi oggetti e di capirne la loro storia. Spesso, tuttavia, non si tratta di allestire un’esposizione che presenta la collezione del museo, bensì di organizzare mostre legate a un particolare evento storico come la battaglia di Marignano o a un’epoca precisa come il periodo carolingio in svizzera. In questo caso la prima domanda che sorge è come presentare il soggetto in questione. La sfida è quella di dover presentare la storia in modo tale da renderla interessante e comprensibile a un vasto pubblico. I ragazzi delle scuole, il turista di passaggio, il visitatore ignaro del tema, l’appassionato di storia, lo studente universitario e lo storico di mestiere: per tutti loro occorre raccontare una storia. La narrazione deve quindi essere chiara, semplice e immediata, ma al contempo non semplificata al punto da perdere strada facendo la complessità degli eventi. Si tratta di raccontare una storia attraverso degli oggetti che spesso non ci sono nella collezione e che bisogna quindi richiedere in prestito ad altre istituzioni. Se essi non vengono concessi in prestito, la conseguenza è spesso quella di non poter raccontare la storia come la si aveva concepita. In effetti, se manca un oggetto, manca anche una didascalia e quindi il posto per raccontarne la storia. Dato che il tempo che il visitatore dedica in media alla lettura dei pannelli in una mostra è di pochi secondi per testo, è sconsigliato raccontare ciò che non può essere trasportato attraverso gli oggetti semplicemente a parole. Il museo possiede però in questi casi degli strumenti che aiutano il curatore. Si tratta dell’architettura delle sale, della scenografia e delle luci che permettono di creare un’atmosfera a sostegno del percorso narrativo. Inoltre ci sono le postazioni multimediali attraverso le quali è possibile approfondire, spesso anche in modo ludico, tutta una serie di aspetti legati al tema. Opere originali, spazi espositivi, scenografia, luci e multimedia: sono questi, oggigiorno, gli strumenti quotidiani del curatore.