Oggi, la storia
Martedì 05 aprile 2016 - 07:05
Le religioni possono essere un mezzo di pace e di libertà? Una domanda che preoccupa molti, soprattutto dopo i recenti attentati non solo a Bruxelles, ma anche in Pakistan nel giorno di Pasqua. Direttamente o indirettamente viene posta ogni giorno quando i giornali, i dibattiti televisivi e i blog affrontano le sfide attuali del terrorismo, dell’immigrazione e del nuovo multiculturalismo. Un convegno a Lugano nei giorni scorsi si è assunto la responsabilità di porre esplicitamente la domanda sul come di un nuovo dialogo interreligioso che potesse rendere le religioni mezzo di convivenza in pace e libertà, non strumento di violenza e di distruzione dell’altro. Il titolo del convegno, tenutosi dal 31 marzo al 2 aprile, fu “Oltre i vicoli ciechi del dialogo interreligioso. Due nuove strategie per il futuro” e vide la presenza di due Ex-Capi di Stato, Sali Berisha dell’Albania e Valdis Zatlers della Lettonia, del Presidente dell’Accademia Europea delle Scienze e delle Arti, del Vescovo di Lugano, dell’Imam di Milano, del Sindaco di Lugano, e di tanti professori, religiosi e pensatori internazionali provenienti da 14 nazioni.
Le due strategie proposte sono dimensioni della religione che nei nostri dibattiti attuali di solito non vengono considerate esplicitamente: da un lato la “società civile” e dall’altro lato la “mistica”. Ciò significa: le religioni portano pace e libertà qualora creino e favoriscano la vita della società civile, da un lato, e quando rendono la vita più profonda e ci ricordano che oltre la dimensione materialistica esiste anche una dimensione “mistica” di tutti gli uomini, dall’altro. Invece di nutrire un nuovo “sospetto generale” nei confronti delle religioni, dovremmo scoprirne questi loro lati positivi e costruttivi.
A tal fine, il giorno odierno del 5 aprile ci presenta proprio due esempi storici significativi: nel 1989 fu riconosciuto il sindacato polacco Solidarność di chiara ispirazione cattolica e sostenuto da Giovanni Paolo II. Dopo la fondazione nel 1980 fu subito proibito, mentre il suo riconoscimento nel 1989 portò alle prime elezioni parzialmente libere in Polonia e poi al superamento del comunismo tramite un movimento di “società civile”. Nel 1930, invece, Mahatma Gandhi raggiunse sulla famosa “Marcia del sale” la località di Dandi: sollevando una manciata di sale, egli simboleggiò la rivendicazione del diritto degli Indiani alle proprie risorse contro il potere coloniale e monopolistico dei Britannici. La sua strategia ispirata dalla “mistica” fu la resistenza passiva senza alcun impiego di violenza, e si rivelò vincente. In questo duplice senso, il 5 aprile ci aiuta a capire come le religioni possono favorire la pace e la libertà.