Oggi, la storia

Lezioni di storia

di Simona Boscani Leoni

  • 30.03.2015, 09:05
San Carlino, Lugano (CH)

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Oggi, la storia 30.03.15

Oggi, la storia 30.03.2015, 07:05

Nella Svizzera tedesca sta imperversando da qualche tempo un dibattitto sulle commemorazioni della battaglia di Morgarten (1315), di Marignano (1515) e del Congresso di Vienna (1815).

La discussione è da mesi piuttosto animata, anche grazie alla pubblicazione di due libri di due storici del calibro di André Holenstein, che alla fine dello scorso anno ha dato alle stampe un libro in cui si analizza la forte interdipendenza della storia svizzera con quella europea in tutta l’epoca moderna, e di Thomas Maissen, con la sua recentissima opera dedicata ai miti svizzeri e soprattutto a cosa si cela dietro di essi.Le reazioni – in particolare dal mondo politico – non sono mancate, anche perché da vari anni una forza politica in particolare si è fatta portavoce di un’interpretazione della storia che, basandosi su una serie di miti inanellati l’uno nell’altro, non farebbe altro che confermare uno sviluppo lineare e progressivo della storia della Confederazione in direzione dell’indipendenza e della neutralità. Una lettura del passato che giustificherebbe anche l’“alleingang” attuale, soprattutto rispetto alla comunità europea. Gli storici hanno da tempo dimostrato come la storia di Guglielmo Tell e del patto del Grütli appartengano ai miti di fondazione elvetici, il cui primo nucleo comincia a svilupparsi solo nel tardo XV secolo.

All’interno di questa narrativa patriottica trovano il loro posto anche la battaglia di Morgarten, letta come la prima importante vittoria per l’indipendenza della nascente Confederazione, la battaglia di Marignano e il congresso di Vienna. Questi ultimi due episodi sancirebbero una svolta nella politica estera dei Confederati: a partire dalla sconfitta di Marignano, infatti, questi avrebbero rinunciato a mischiarsi nella politica internazionale, mettendo fine a idee espansionistiche, e sposando una forma di indipendenza e neutralità che troverebbero una conferma, tre secoli dopo, nel congresso di Vienna. Anche in questo caso gli storici hanno la loro da dire. Di Morgarten viene messa addirittura in dubbio l’esistenza, e questo a causa delle scarse prove documentarie e archeologiche che attesterebbero il fatto; a proposito della battaglia di Marignano si sa che i Confederati non erano affatto uniti contro il re di Francia (alcuni cantoni avevano, infatti, stipulato un accordo con lui prima della battaglia); sappiamo anche che tutta la storia seguente della Confederazione, proprio attraverso il servizio mercenario, fu tutt’altro che una storia di “alleingang” e di neutralità. Anche per il congresso di Vienna le interpretazioni non sono unanimi, in particolare perché molti storici sottolineano come sia stato nell’interesse degli altri paesi europei creare al centro dell’Europa una sorta di stato cuscinetto neutrale quale la Svizzera.

Insomma, il dibattito imperversa e gli storici hanno con decisione ricordato che la storia si fa basandosi su prove documentarie che vanno poi interpretate, e hanno così potuto mostrare la fragilità e, direi talvolta l’ipocrisia, di un discorso che si vuole storico, ma che di storico ha veramente poco.

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