Oggi, la storia
Mercoledì 24 febbraio 2016 - 07:05
Verso fine febbraio tutti si accorgono che le giornate si stanno allungando. È come un preannuncio; si sa infatti che la crescita continuerà. Non si è però ancora giunti alla lunga durata dei dì estivi. Tuttavia quando, al solstizio, si toccherà il culmine, le ore di luce inizieranno inesorabilmente a decrescere.
Il 21 giugno potrebbe essere proclamato giorno internazionale del sano alpinismo: quando si tocca la vetta si deve per forza riprendere la via verso valle. La salita è più faticosa della discesa, ma anche più carica di spirito di conquista. Pure se non si è alpinisti nel senso pieno e a volte estremo del termine, è il raggiungimento del punto più elevato a procurare la massima soddisfazione. La discesa, in particolare se lunga e accidentata, viene vissuta come una specie di necessario biglietto da pagare. Un costo che si attenua in chi sa coltivare in se stesso il ricordo e il senso del limite.
Nello sci è invece la discesa il momento più esaltante. Lì la forza di gravità si sposa con il piacere (eccezion fatta nel caso di deprecabili, rovinose cadute).
Dal canto suo lo scialpinismo, costituisce una specie di sintesi capace di coniugare l'idea della salita e della conquista con il piacere della discesa. Abbiamo così svelato il segreto della sua bellezza.
A partire dal 1933 sul Monte Rosa si disputa il Trofeo Mezzalama, la più classica tra le competizioni scialpinistiche. Si chiama così in onore di Ottorino Mezzalama, il pioniere italiano dello scialpinismo morto tragicamente in una giornata di fine febbraio del 1931. In questo stesso periodo dell'anno morì anche il grande Molière. Crollò in scena il 17 febbraio 1673 mentre recitava Il malato immaginario; si spense poche ore dopo. Mutatis mutandis, una dinamica equivalente ebbe luogo per Ottorino Mezzalama. Pure per lui la morte fu legata alla sua arte: fu travolto da una slavina mentre scendeva da un rifugio nelle Alpi Breonie. Il rischio fa parte delle nostre vite, è buona cosa saperlo e accettarlo, senza esagerare però.