Oggi, la storia

Lo zar e il supersanto

di Mariateresa Fumagalli

  • 05.06.2015, 09:05
San Nicola, Nicola di Myra (icona russa)

San Nicola, Nicola di Myra (icona russa)

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Oggi, la storia 05.06.15

Oggi, la storia 05.06.2015, 07:05

Sulla stampa internazionale leggo vari commenti a proposito della “simpatia” che corre fra Putin e la chiesa greco ortodossa: durante le celebrazioni patriottiche di questi mesi sono numerose le foto di abbracci fra lo “zar” e il patriarca ortodosso.

Ma non è cosa nuova mi spiegano i colleghi studiosi di storia russa che interrogo: dopo la frantumazione dell’impero sovietico, é la chiesa ortodossa ad agire da collante fra i particolarismi delle repubbliche ex sovietiche e a rappresentare in modo forte la identità russa. Gira persino la voce che Vladimir da bambino sia stato battezzato, ma non ci crederei troppo: si tratta di un luogo comune circolato altre volte sugli uomini di governo che vogliono mantenere in tempi difficili buone relazioni con la tradizione popolare del loro paese. Non solo la Costituzione russa riconosce la parità fra cristianesimo, islam e ebraismo, ma nel 1997- presidente era allora Boris Eltsin – fu sottolineato il ruolo speciale della chiesa greco ortodossa nella storia della cultura del Paese in sintonia con la guida politica e il sentimento del popolo russo.

Torno con il pensiero al mio territorio di studi, il medioevo e a un personaggio significativo del IV secolo d.C., Nicola vescovo di Myra oggi città turca, un santo venerato un po’ dappertutto in Europa (soltanto in Inghilterra gli sono dedicate quattrocento chiese) e amatissimo dai fedeli russi. Le spoglie di Nicola trafugate mille anni fa da Myra sono oggi sepolte (in parte) a Bari nella cattedrale aperta al culto dei fedeli cattolici e ortodossi.

Nel 2007 Vladimir Putin visitò la tomba del santo e compunto e silenzioso sostò nella basilica per rendere omaggio a colui che gli ortodossi chiamano il “dio russo”. Da tener presente il carattere speciale della santità di Nicola non solo taumaturgo ma protettore della sua gente, per gli ortodossi un “supersanto” (hyperaghios) che apparteneva al mondo civile e politico del suo tempo.

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