Oggi, la storia
Mercoledì 10 febbraio 2016 - 07:05
Oggi per la Chiesa cattolica di rito latino è mercoledì delle ceneri, il giorno che segna l'inizio della quaresima. Attualmente gli spiriti devoti si chiedono come si sia in grado di vivere quaranta giorni penitenziali quando nella società circostante il carnevale continua senza soste. Di contro, gli spiriti arguti si domandano come sia possibile vivere intensamente il carnevale senza qualche interruzione che faccia sperimentare cosa significa un tempo non gaudente.
Fino alla riforma liturgica seguita al Concilio Vaticano II l'imposizione delle ceneri sulla testa dei fedeli era accompagnata dalla formula: «memento homo, quia pulvis es et in pulverem reverteris», «ricordati uomo che sei polvere e in polvere ritornerai». Si alludeva perciò alle antiche parole della Genesi (3,19) scagliate contro il primo uomo peccatore. La cupezza del tono ha indotto la Chiesa a mutare formulazione. Oggi si dice «Convertitevi e credete al vangelo» (Marco 1,5), frase consona allo spirito quaresimale ma poco evocativa delle ceneri ricavate dai rami di ulivo benedetti nella Domenica delle palme dell'anno precedente.
Le persone sanno di essere destinate a morire anche quando il loro capo non è cosparso di cenere. La sfida della fede non sta nel riconoscersi mortali. La fragilità della condizione umana è un'evidenza. Quanto contraddistingue la speranza dei credenti non è la morte che tutti vedono; è la resurrezione che nessuno ha ancora mai visto. Fu così anche al tempo di Gesù: la morte in croce avvenne davanti a testimoni, la resurrezione ebbe luogo nel silenzio della notte. Il cammino quaresimale conduce verso la Pasqua; la formula più consona all'imposizione delle ceneri sarebbe perciò: «Tornerai in polvere, ma ricordati che risorgerai». Tuttavia è difficile accogliere i paradossi, forse anche quelli della fede, entro riti che, dopo essere stati costume collettivo, hanno ormai lasciato il posto a stili di vita improntati a un carnevale privo di quaresima.