
Oggi, la storia 09.02.15
Oggi, la storia 09.02.2015, 07:05
Contenuto audio
È difficile, oggi non parlare del giovane pilota giordano Muath Al Kasasbeh e dell’orrore suscitato dalla foto della sua esecuzione. Ed è certamente un bene il fatto che, finalmente, si sia formato un fronte internazionale amplissimo e compatto che ritiene indispensabile agire con ferma e incrollabile decisione per por fine al comportamento disumano dei terroristi dell’ Isis. Ma questo non impedisce di considerare con preoccupazione la frequenza di dichiarazioni che, come reazione all’orrore, esortano esplicitamente alla vendetta. Quella del padre del pilota, per cominciare, che invoca la legge del taglione (“occhio per occhio”, pare abbia chiesto). Non meno preoccupante la richiesta, da parte degli Iman dell’Università Al-Azhar del Cairo ( la più importante delle istituzioni islamiche sunnite), di “uccidere, crocifiggere, amputare gli arti dei terroristi.”
L’elenco potrebbe continuare, ma questi bastano per indurre a riflettere sul rischio di sottovalutarle. Sono dichiarazioni gravi e preoccupanti, che ci riportano a un momento della nostra storia lontano migliaia di anni, così lontano da far pensare e sperare che fosse definitivamente superato: il momento, appunto, nel quale venne vietata la vendetta e nacque il mondo del diritto.
Con maggior precisione, questo accadde nel 720 a.C., anno in cui Dracone emanò la prima legge ateniese, che cancellava, criminalizzandola, la pratica delle vendetta. E non fu certo un caso se Dracone decise che la prima legge della sua città dovesse essere quella: egli sapeva bene, per averlo sperimentato, che la mentalità e la pratica delle vendetta ingeneravano (e ingenerano) una catena senza fine di orrori e di lutti. Per questo emanò quella legge: perché sapeva che, se non lo avesse fatto, la sua città non avrebbe avuto un futuro.