Oggi, la storia

Nutrire il pianeta?

di Lina Bertola

  • 14.05.2015, 09:05
La mascotte di Expo 2015 e del Padiglione Svizzero

La mascotte di Expo 2015 e del Padiglione Svizzero

  • Keystone
02:54
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Oggi, la storia 14.05.15

Oggi, la storia 14.05.2015, 07:05

Accade a volte che la risata amara, provocata dalla comicità, riesca a suscitare la riflessione in modo più efficace rispetto a molti argomenti teorici. In una sua recente apparizione, il comico Maurizio Crozza ha proposto una versione Expo 2015 di Masterchef, programma che imperversa ormai su molti canali televisivi.

Un giovane si presenta alla gara indetta in occasione di Expo con un piatto a chilometro zero: riso artigianale cotto in acqua piovana e condito con erbette coltivate sul balcone di casa. Sprezzante il giudice, dopo aver decretato la schifezza di tale menu, mette il malcapitato in un enorme piatto e lo cosparge di ketchup, purea, e condimenti vari, prodotti dalle multinazionali che sponsorizzano la grande fiera milanese. Questa immagine disgustosa, quanto penetrante, riesce a mettere nel piatto, è il caso di dirlo, le molte contraddizioni del nostro tempo.

Come sentiamo enfaticamente ripetere, giorno dopo giorno, l’obiettivo che anima l’evento è soprattutto quello di sensibilizzare il mondo sulla necessità di “nutrire il pianeta”. E vogliamo tutti ben sperare che anche lo spettacolo milanese possa contribuire a rendere il mondo un po’ più giusto. Qualche dubbio tuttavia rimane, non tanto sull’ autenticità degli intenti, quanto sulle reali possibilità che questo mondo qui, riesca davvero a pensare il pianeta: a pensarlo davvero, dandogli un significato reale, in un racconto comune che parli davvero a tutti, e di tutti gli abitanti della terra. A questa parola non sembra corrispondere una costruzione simbolica nutrita di senso. Sembra piuttosto una sovrastruttura ideologica, come avrebbe detto Marx, oggi forse non a caso tornato di attualità.

Molti studi ben documentati sui rapporti di potere che gestiscono l’alimentazione mondiale nutrono, questo sì, i nostri dubbi: si pensi, ed è solo un esempio, alle analisi e alle denunce, di Vandana Shiva, straordinaria donna di scienza, sul tema dei brevetti dei semi da parte delle multinazionali. Il cibo è un linguaggio che da sempre racconta questi i rapporti di potere. Già nell’alto medioevo esprimeva la capacità e la possibilità di procurarselo, di possederlo e di consumarlo. Come scrive Massimo Montanari in un bel saggio su alimentazione e cultura nel medioevo, la prima valenza linguistica del mangiare è di natura economica e sociale. “Il potens mangia (può mangiare) di più e meglio, il pauper mangia (può mangiare) di meno e peggio.”

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