Oggi, la storia
Mercoledì 23 marzo 2016 - 07:05
Cari ascoltatori oggi tutto O.K.? Se i compleanni fossero il modo privilegiato per contare il tempo questa giornata lo dovrebbe proprio essere. Secondo le ricerche più attendibili, il 23 marzo è infatti l'anniversario della prima comparsa scritta della sigla. Le candeline da spegnere sono 177. Il luogo di nascita il Boston Morning Post.
I documenti anagrafici hanno sempre una dimensione astratta. Ciò vale anche nel nostro caso. Per O.K la forma scritta è la meno significativa. A rendere pervasiva a livello globale la si gla è innanzitutto la sua dimensione verbale e gestuale. Essa risuona ovunque. A cercar di porre argine al suo impiego rimane solo qualche attempato purista. Rispetto a O.K. anche il linguaggio gestuale è molto diffuso. Lo è non tanto nella forma di congiungere pollice e indice per formare una «o» mentre le rimanenti dita alludono alla kappa, quanto in quella di alzare il pollice tenendo serrate le altre dita. Un gesto che ha travalicato recinti imprevedibili. Se ci si basasse solo sui poster, l'attuale papa sarebbe infatti identificato assai più dal pollice innalzato che da una ieratica mano benedicente.
Alla diffusione universale della sigla corrisponde una fitta penombra sulla sua origine. Le ipotesi si contano a decine. La più ripetuta, ma non per questo sicura, è che essa derivi da un uso in voga tra i giovani bostoniani degli anni Trenta dell'Ottocento. Era loro costume scrivere scherzosamente oll korrect con la «o» e con la «kappa». Utilizzando le due iniziali ecco che salta fuori il nostro O.K.
Tutto va bene, dunque? Capita più volte nelle nostre giornate che le cose ci vadano bene. Ma che tutto vada bene per noi e soprattutto per il mondo è davvero un po' troppo. È per questo motivo che all «tutto» è simbolicamente scritto in modo non correct con la «o» e non con la «a»? Non suoni strampalato concludere che «tutto va bene» funziona solo se il termine «tutto», con buona pace della logica, è assunto in modo relativo.