Oggi, la storia

Parole contrarie

di Lina Bertola

  • 05.11.2015, 08:05
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Oggi, la storia
Giovedì 05 novembre 2015 - 07:05

Si è da poco concluso, con l’assoluzione, il processo ad Erri De Luca, incriminato di istigazione a delinquere per essersi pubblicamente espresso a favore del sabotaggio della TAV, il collegamento ad alta velocità tra Torino e Lione.

Lo scrittore ha richiamato il valore libero e responsabile della parola, ha ricordato il significato democratico e nobile del verbo sabotare (che significa intralciare, impedire) e ha ribadito l’impegno della letteratura a farsi coscienza critica, capace di affermare “parole contrarie”.

Il caso è interessante perché rinvia al rapporto tra le idee, dentro cui pensiamo la realtà, e i gesti con cui agiamo su di essa.

In una lunga tradizione filosofica che da Platone arriva a Hegel, e oltre, l’idealismo insiste sul ruolo generativo delle idee nei confronti dei fatti. Per Platone la realtà sensibile è ombra ingannevole della vera realtà ideale, mentre la lapidaria affermazione “il razionale è reale” esprime il nucleo dell’idealismo hegeliano.

La tradizione idealistica, nella sua purezza filosofica, può anche apparire oggi inattuale, tuttavia sarebbe assai imprudente concludere, appoggiandosi ad un empirismo fin troppo ingenuo, che i fatti sono indipendenti dalle nostre idee.

Le idee hanno avuto nella storia un ruolo fondamentale. L’eliocentrismo, ad esempio, fu dapprima un’idea ardita del matematico Copernico che guardò poco in cielo, e l’idea di infinito, fu dapprima una specie di delirio visionario di Giordano Bruno. Poi si cominciò a cercare le prove nei fatti.

Ma il ruolo delle idee non riguarda solo il cammino della conoscenza. Marx criticò l’idealismo, e il ruolo dell’ideologia dominante, con un’idea: quella secondo cui i filosofi hanno sempre interpretato il mondo, mentre è giunto il momento di trasformarlo. Tale auspicata trasformazione si fonda pure sulla forza eversiva della parola, del pensiero, delle idee.

Oggi viviamo dentro un pensiero mainstream che imprigiona un po’ tutte le nostre parole e rende attualissima la critica marxiana dell’ideologia.

Tant’è che l’esito del processo da cui siamo partiti per queste considerazioni, non suggerisce soltanto la soddisfazione per una vittoria del libero pensiero, ma induce anche a riflettere sul suo rovescio, e cioè sulla reale possibilità, oggi, di comprenderle e saperle ascoltare, le “parole contrarie”; sulla reale possibilità, oggi, di riconoscerne la forza con cui provano ad offrirci altri racconti della vita.

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