
Oggi la storia 04.06.14
Oggi, la storia 04.06.2014, 07:05
Contenuto audio
Oggi vorrei riflettere sulla parola “lavoro” così frequente nei nostri discorsi . Il senso della parola sembra a prima vista chiaro, ma se esaminiamo i differenti contesti in cui parliamo di lavoro ci accorgiamo che il termine “lavoro “ ha alle spalle storie diverse e rimanda a diversi significati.
Ecco un esempio : “ il lavoro é fatica” .Il primo significato del latino labor e del francese medievale labeur è appunto fatica e riflette la
tradizionale idea biblica di lavoro personificata in Adamo costretto
dopo la Caduta al lavoro nei campi e di Eva dolente per le fatiche del parto (che è “travaglio” ossia lavoro ) Il lavoro appare in questa prospettiva una punizione, un’umiliazione , un obbligo. Al contrario quando affermiamo che “il lavoro è un diritto”ci riferiamo all’idea moderna del lavoro come opportunità che deve essere accessibile a tutti. Molte costituzioni parlano del diritto al lavoro ossia del diritto a procurarsi i mezzi per vivere : è un ‘idea che emerge con la nuova struttura della
società industriale . E’ in questo senso che parliamo di diritto
femminile al lavoro , un’ idea recente nella storia e legata alla battaglia delle donne per la indipendenza. Oggi questo significato di “lavoro”
ricorre purtroppo al negativo quando si parla della piaga della
disoccupazione che nell’età premoderna era dovuta soprattutto alla
emergenza della guerra. Le cronache raccontano che durante la guerra dei
Cento anni le belle campagne di Francia erano divenute campi di battaglia e non c’era più lavoro per i contadini disperati. Un altro significato di “lavoro” si fa’ strada ed emerge in quei secoli . E’ un’ idea positiva in cui si intrecciano più tradizioni . Con l’ opera delle mani e della mente l’uomo si avvicina al modello dell’Artifex massimo: il Dio biblico , architetto e geometra , è una divinità operosa che al pari dell’uomo si concede la pausa di un giorno di riposo. E nella tradizione medievale germanica , alcuni lavori manuali , quello del fabbro e dell’orefice , erano circondati da rispetto e ammirazione. Da non dimenticare un’ osservazione di Ugo di s.Vittore (secolo XII) sicuramente sorprendente : nella sua enciclopedia Ugo afferma che i principi dell’agricoltura , un sapere pratico e materiale inferiore, per esempio alla musica o alla logica come di tutte le opere “fatte con arte” dall’uomo , sono teorici anzi “filosofici”.
Mariateresa Fumagalli Beonio Brocchieri