Oggi, la storia
Giovedì 15 ottobre 2015 - 07:05
Il 15 ottobre 1815 dopo due mesi di navigazione, una fregata britannica approdò a Sant’Elena, isola sperduta nel mezzo dell’Oceano Atlantico. Due giorni dopo, sbarcò il passeggero più illustre: era il generale Bonaparte, non più Napoleone imperatore. Quattro mesi prima, sconfitto a Waterloo, l’imperatore dei francesi aveva abdicato e si era consegnato agli inglesi, illudendosi di essere accolto come un ospite, libero di scegliere la propria destinazione. Invece fu immediatamente deportato a Sant’Elena. I suoi nemici evitarono l’errore fatto un anno prima, quando, dopo averlo sconfitto, l’avevano esiliato sull’isola d’Elba. Napoleone vi era rimasto appena dieci mesi: dopo una fuga avventurosa, acclamato dall’esercito e dalla popolazione, il 20 marzo 1815 era di nuovo imperatore a Parigi. Il nuovo impero durò solo cento giorni. Definitivamente sconfitto, i sovrani nemici, riuniti nel congresso di Vienna, decisero di relegare l’ex imperatore più lontano possibile per rendergli impossibile ogni tentativo di fuga.
Molti anni prima, quando era allievo militare, l’adolescente Bonaparte aveva annotato in un quaderno: “Sant’Elena, piccola isola “. Ora, per l’uomo che era stato il sovrano più potente d’Europa dopo Carlo Magno, vivere nella piccola isola fu “un morire giorno per giorno”, come disse lui stesso ai pochi fedelissimi che lo avevano seguito a Sant’Elena. “In quest’isola maledetta non si vede né sole né luna per la più gran parte dell’anno. Sempre pioggia o nebbia.” I ricordi della frenetica opera di statista e dei trionfi da conquistatore resero più dolorosa l’agonia dell’inerzia nell’isolamento. “Io ho dato cinquanta battaglie una dopo l’altra e le ho vinte quasi tutte; ho creato un codice che eternerà il mio nome fin nei secoli più lontani; dal nulla era diventato il più potente monarca del mondo. L’Europa era ai miei piedi”. Ma neppure nella piccola isola Napoleone rinunciò a ottenere una rivincita nella storia. Dedicò infatti le giornate a dettare le sue memorie, costruendo l’immagine di sé come un novello Prometeo, incatenato a uno scoglio remoto, perché aveva combattuto le vecchie monarchie assolute per diffondere i principi della Rivoluzione francese. Nacque a Sant’Elena la leggenda napoleonica, che appassionò giovani poeti, artisti, scrittori,politici nell’Europa romantica dell’Ottocento. Fu la rivincita di Napoleone, morto il 5 maggio 1821. Precedute dalla leggenda, le sue spoglie tornarono trionfalmente a Parigi il 15 dicembre 1840. Dieci anni dopo, il nipote Luigi Napoleone, con un plebiscito, restaurò in Francia l’impero. Aveva vinto la leggenda del grande recluso nella piccola isola.