Oggi, la storia

Si chiamava Maria Francesca...

di Eva Cantarella

  • 12.01.2015, 08:05
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Oggi, la storia 12.01.15

RSI New Articles 12.01.2015, 08:05

Si chiamava Maria Francesca, era nata nel mese di ottobre ed è morta la notte tra di Natale, il 25 e il 26 dicembre dell’anno appena terminato. Due mesi di vita, passati un una bidonville alla periferie di Champlan, un paese di 2.500 persone (dipartimento Ile-de-France). Un paese come un altro, nel quale sembra incredibile sia accaduto quel che è accaduto: il sindaco, Christian Leclerc, ha respinto la richiesta dei genitori di seppellire Maria Francesca nel cimitero del paese. Motivazione: non ci sono spazi disponibili, e la precedenza va a chi paga le imposte locali (che i genitori Rom di Maria Francesca non pagavano). La stampa francese, giustamente ha dedicato pagine e pagine al caso, costringendo il sindaco a tentare di giustificarsi, sostenendo, ad esempio, che attorno al cimitero (circondato da prati e da orti) non c’erano spazi disponibili. Inutile dire che le ragioni erano altre: recentemente, non a caso, una circolare del Comune aveva invitato la cittadinanza a vigilare contro il rischio di diffusione della tubercolosi, causato dai Rom. Per ottenere che Maria Francesca venisse seppellita nel cimitero dove i suoi genitori potranno andare a trovarla (e non a nove km di distanza, come si era pensato di fare) c’è voluto l’intervento del primo ministro Manuel Valls. L’indignazione popolare continua, comunque, a essere forte. Non resta che sperare che da questa triste storia tragga qualche insegnamento chi, non solo in Francia, continua ad attribuire agli “altri” caratteristiche e costumi che tendono a farli percepire come un pericolo da allontanare.

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