
Oggi la storia 16.05.14
Oggi, la storia 13.08.2014, 16:26
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Nel maggio del 1957, per l’esattezza il 18 maggio del 1957, a Milano si svolse il primo festival italiano del Rock and Roll. Vi parteciparono cantanti come Adriano Celentano, con il gruppo dei Rock Boys, insieme a Giorgio Gaber, Enzo Jannacci, cui si aggiunse poi anche un cantautore come Luigi Tenco. Fu un grande successo che anticipò la rapida diffusione del Rock presso il pubblico giovanile di questo paese.
Rock and roll, o Rock’n’roll, significa, letteralmente, “dondola e rotola”. Negli Stati Uniti il termine è usato quale sinonimo del Rock, mentre in Europa designa lo stile degli anni Cinquanta che contraddistingue questa musica rock. Tuttavia il termine Rock deriva dallo slang nero, allude al sesso e fu adottato in sostituzione del rythm and blues, una definizione che sembrava essere troppo connotata razzialmente. In questa accezione il Rock and Roll costituisce allora un rythm and blues cantato da bianchi che imitano i canti e i ritmi degli afro-americani attraverso cover (rifacimenti) di pezzi cantati dai neri. Ma, in senso molto più esteso, il Rock and Roll designa, in modo volutamente generico, la musica popolare giovanile occidentale della seconda metà del Novecento. Nel corso degli anni Sessanta il Rock, pur essendo sempre imparentato con il Rock and Roll, tuttavia ha presentato testi più elaborati, nonché precisi legami ideologici con i movimenti giovanili. In ogni caso il Rock si è ben presto caratterizzato come uno stile e un’ideologia alquanto variegati e complessi, al cui interno è agevole rintracciare stili e tendenze anche profondamente divergenti, se non opposte.
Se infatti a livello musicale si potrebbe parlare di uno stile vocale prevalentemente emotivo, accompagnato da una struttura armonica derivata dai blues, tuttavia l’incorporamento di una specifica intensità sonora e la presenza di una scansione ritmica regolare, lo hanno ben presto trasformato in un fenomeno decisamente urbano, che ha esaltato una certa componente trasgressiva. Componente trasgressiva che non deriva solo dalla sua origine socialmente marginale, ma che risulta essere espressa anche dal livello del suono, dai testi e da una messa in scena spettacolare per non parlare, poi, degli stili di vita impersonati dai vari cantanti. Il che configura una precisa, ma sempre assai variegata, miscela musicale, entro la quale si cerca di esprimere una visione “diretta” e “immediata” della realtà, evitandone ogni possibile od eventuale “camuffamento”. Non solo: il Rock ha anche teorizzato la partecipazione allo spettacolo dal vivo come un momento di intensa e privilegiata comunicazione tra pubblico ed artista. Entro questo comune orizzonte si sono poi affermati registri stilistici profondamente diversificati e contrastanti, con la conseguenza che oggi è arduo fornire una sola definizione, univoca, del Rock.
Sul piano storico questa lunga stagione musicale – che spazia dai Beatles fino a Madonna, per non fare che due nomi – ha tuttavia contraddistinto, nella sua stessa, intrinseca, contraddittorietà, una musica popolare che si autocelebrava come la più autentica, anche se ha dato luogo ad una musica di massa, prodotta industrialmente. Ma proprio per questa sua capacità di collocarsi, musicalmente ed ideologicamente, all’incrocio tra molteplici contrapposizioni, il Rock ha finito per connotare alcuni decenni del Novecento, quale voce dell’esigenza di un profondo cambiamento sociale. Un cambiamento che, pur non riuscendo a realizzarsi storicamente, ha tuttavia lasciato in eredità una diffusa speranza di cambiamento che sempre riemerge, con vigore, dalle sue canzoni, anche quando vengono ascoltate oggi, a distanza di molti decenni.