Oggi, la storia

Un doppio registro?

di Piero Stefani

  • 21.10.2015, 09:05
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Oggi, la storia
Mercoledì 21 ottobre 2015 - 07:05

In Vaticano sta volgendo al termine il Sinodo dei vescovi sulla famiglia. Anche quest'anno l'interesse dei media non è mancato, specie in relazione a presunte o reali polemiche. Tutto quanto ruota attorno a papa Francesco solleva interesse. Eppure ci sono degli aspetti su cui poco si riflette.

Nella Chiesa cattolica di rito latino il sacramento dell'ordine è legato a una solenne promessa di castità. Capita a volte che i preti non rispettino quanto si erano impegnati ad osservare. In alcuni casi avviene che la trasgressione sia normalizzata (si pensi, per esempio, alla prassi della riduzione allo stato laicale). La vita quotidiana dei cosiddetti “preti sposati” è, per definizione, in aperto contrasto con i sacri impegni da loro stessi espressi in passato. Ma ciò, giustamente, non impedisce alla coppia di vivere in maniera riconciliata con la Chiesa e di accedere ai sacramenti.

Alessandra Costanzo in un suo libro appena uscito Ferite da curare (Aracne editrice), fa opportunamente notare la discrasia che c'è tra questo modo di risolvere la questione e quello in vigore nel caso dei cosiddetti divorziati risposati. In quest'ultima situazione, finora la violazione del patto iniziale è stata considerata dotata di una validità duratura e insanabile: l'atto di aver infranto la norma è curabile solo restando fedeli al fallimento del matrimonio, vale a dire soltanto se si vive in uno stato di perenne castità. Al presbitero che aveva solennemente promesso di rimanere celibe è concesso di vivere una vita coniugale riconciliata, mentre a coloro che avevano compiuto la scelta matrimoniale è ora richiesto di vivere in castità.

Sarebbe stato un significativo arricchimento se il Sinodo avesse trattato il carisma del celibato in concomitanza con una discussione riservata alla maniera assoluta di intendere l'indissolubilità del matrimonio. In questo modo non solo l'orizzonte ecclesiale avrebbe avuto un respiro più ampio, ma ci sarebbe, su entrambi i fronti, confrontati con le difficoltà reali della vita.

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