
Oggi, la storia 16.01.15
Oggi, la storia 16.01.2015, 07:05
Contenuto audio
In questi giorni sento spesso ripetere la frase: “E stata una bella esperienza!”. La dicono i fortunati amici tornati da viaggi in terre calde e lontane, anche quando non tutto è andato liscio. Alla televisione la ripete chi lascia sconfitto – e in realtà, credo, sconsolato - la ribalta di un quiz televisivo, di una gara di cucina o di una prova sportiva che gli è andata male: ”è stata una bella esperienza!”. Che significa la parola “esperienza” in queste espressioni? A prima vista sembra rimandare a qualcosa di bello e positivo in sé, nonostante tutto.
Rimanendo nel mio territorio di studi, il medioevo, vorrei segnalare un esempio che forse sorprenderà qualcuno che mi ascolta. Nel Duecento quando in Europa, da Bologna a Parigi e Oxford a Salamanca la cultura delle università era in piena fioritura (e spesso era una cultura libresca) il francescano Ruggero Bacone, anche lui maestro universitario, indicava due vie per arrivare a conclusioni sicure e veritiere: la ragione matematica che indaga la struttura intima del mondo, e la esperienza sensibile, fonte primaria di ogni processo conoscitivo. Scriveva: “Nella conoscenza la conferma della verità si trova solo attraverso la osservazione e la esperienza che non si cura di astratti discorsi e vane dispute“.
Per Bacone la centralità dell’esperienza era evidente anche “nell’opera e nell’attività degli uomini più semplici come gli artigiani e i contadini“: su questo tema il maestro francescano era in polemica con i suoi colleghi, gli eruditi maestri universitari anche illustri come Alberto Magno. Il significato del modo di dire che ho citato all’inizio (“una bella esperienza”) che a prima vista può sembrare banale e consolatorio non è quindi lontano dal punto di vista del medievale Bacone. Straordinario frate Ruggero! Anticipava di tre secoli il suo omonimo elisabettiano Francesco Bacone e poi le teorie di altri filosofi moderni come John Locke e David Hume. In conclusione: solo la esperienza, anche quando non porta a risultati immediati, può allargare i nostri orizzonti aumentando vantaggiosamente la nostra conoscenza del mondo.
