Oggi, la storia
mercoledì 09 settembre 2015 - 07:05
Due anni fa è uscito sugli schermi italiani il film di Yaron Ziberman, Una fragile armonia. Il titolo originale era meno immaginifico, A late Quartet. Si tratta della storia di un quartetto d'archi entrato, dopo venticinque anni di lavoro, in profonda crisi. Le ragioni sono varie, accanto al morbo di Parkinson che comincia ad attanagliare il leader, si registrano crisi coniugali e intrecci amorosi. Alla fine tutto si ricompone sulle note del quartetto opera 131 di Ludwig van Beethoven. Nel corso dell'ultimo concerto il vecchio leader lascia il proprio posto a una giovane violoncellista. Il quartetto chiude gli spartiti e suona a memoria: è il segno di un nuovo inizio.
Il quartetto d'archi è metafora di molte forme di collaborazione: ognuno ha la sua parte e la fusione avviene all'insegna della diversità e della complementarietà. Un modello perfetto di integrazione reciproca. Anche le belle imprese sono però messe a dura prova. Si parte con entusiasmo, si prosegue con costanza, poi, a poco a poco, il tessuto si logora, a volte fino a lacerarsi. Come tutti sanno non sono pochi i matrimoni, reali o metaforici, che finiscono anzitempo.
Uno dei più illustri ensemble strumentali del Novecento è stato il Quartetto italiano. Nacque nel 1945 si sciolse nel 1981. Trentasei anni di vita non sono pochi. Se si scorrono i nomi dei suoi componenti, tre sono costanti: il primo violino Paolo Borciani, il secondo violino Elisa Pegreffi e il violoncello Franco Rossi. È la viola ad aver subito variazioni. Lionello Forzanti lasciò presto nel 1947, gli subentrò Piero Farulli. Dopo trent'anni anche Farulli - che sarebbe morto ultranovantenne nel 2012 -fu sostituito, per ragioni di salute, da Dino Asciolla, grande violista di cui oggi ricorre il ventunesimo anniversario della morte. La sostituzione non fu indolore. Restano i loro dischi, il primo dei quali, dedicato a Debussy, fu registrato in Svizzera; mentre, in chi ebbe il privilegio di ascoltarli dal vivo, rimane la memoria di un'eccellenza.