Divide i lionesi nel punto in cui i due fiumi che attraversano la città, il Rodano e la Saona, si riuniscono. È il Musée des confluences, quartiere lionese da anni oggetto di riqualificazione e ammodernamento. In passato ospitava magazzini portuali, oggi è sede di uffici e di un centro commerciale, tutti realizzati in chiave architettonica ultramoderna. Un progetto, ideato dalla cooperativa di architetti austriaci Coop Himmelb(l)au, appartenenti alla corrente del decostruttivismo, sul quale si lavorava dal 1999, che, tra ritardi e costi lievitati (si parla di un costo di 350 milioni di euro) si è concluso con l’inaugurazione nello scorso dicembre. Il réportage è di Brigitte Schwarz.

Lione: il museo delle confluenze
Passione Rodano 25.07.2015, 12:01
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