Alberto Sordi, attore e regista (Keystone )

Alessandro Cerino: non restiamo Sordi al richiamo di Alberto!

di Claudio Farinone

Inizia come cantante, poi, attore di teatro, doppiatore e comincia ad approcciare il cinema negli anni ’40, anche se la prima notorietà arriva solo a metà degli anni ’50. Tracciare anche solo per sommi capi il profilo di un attore icona come Alberto Sordi con al suo attivo 151 film come attore e oltre 50 come autore e regista, non è facile. Possono essere improntati due percorsi. Uno cronologico: i primi anni, quelli del bianco e nero con un Sordi già fuoriclasse, ma che andava delineando la sua personalità artistica ancora non del tutto matura. Gli anni dal 1968 (anno de “Il medico della Mutua”) fino agli anni ’80, periodo in cui si è definitivamente affermata la sua figura come icona dei vari prototipi dell’italiano. Gli ultimi anni dal 1980 fino all’ultimo film del 1998 in cui si concentrò particolarmente la sua attività di regista. L’altro per genere: le commedie, per cui è massimamente ricordato, i film in costume e i film di denuncia sociale. Il suo compositore di riferimento è stato Piero Piccioni, con cui ha realizzato oltre 50 film. Fra gli altri nomi che hanno firmato pellicole che lo vedono protagonista, spiccano anche quelli di Armando Trovajoli e Nicola Piovani. Anche in questo caso la Musica ci riporta a personaggi, situazioni, emozioni, ora gioiose, burlesche, nostalgiche o drammatiche cui il volto di Alberto è legato. Alcuni personaggi come il dottor Guido Tersilli, ma anche il Gastone o il Mimmo di “Polvere di stelle”, sono nella nostra memoria cinematografica inscindibili dalle note, i ritmi e le armonie che sono diventati tipici di un certo tipo di cinema italiano. Buon centenario, caro Alberto!

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