Andrea Dulbecco: il confine tra jazz e musica colta (2./2)

di Claudio Farinone

I musicisti di jazz hanno sempre guardato il mondo della musica colta, sia a loro contemporanea che del passato, con estremo interesse e rispetto. Il contrario non è sempre stato così: talvolta il jazz è stato guardato dai compositori classici con un po' di sufficienza, altre volte con disinteresse, alcune invece con sincera ammirazione ed interesse. Andrea Dulbecco , dopo aver affrontato nella puntata precedente le caratteristiche del suo strumento, il vibrafono, ci regala due puntate su questo tema. Avrete modo di ascoltare i primi esperimenti di utilizzo di materiale jazzistico in composizioni di musica colta avvenute intorno alla metà del secolo scorso, fino ad arrivare ai giorni nostri. Inoltre, ascolterete gli esperimenti di improvvisatori che si cimentano con forme affini al repertorio classico contemporaneo. Alcuni dei brani che ascolterete sono, a mio parere, di straordinario valore musicale, altri validi più come semplici esperimenti, tutti però utili alla maturazione di entrambi i generi.
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