A quattrocento anni dalla nascita di Giovanni Legrenzi, avvenuta nel 1626 a Clusone, la città natale del compositore gli rende omaggio con un festival monografico concepito in una prospettiva pluriennale. Attraverso concerti, incontri di studio e iniziative divulgative, la manifestazione intende valorizzare la figura di uno dei protagonisti della musica italiana del secondo Seicento e approfondire il contesto storico e culturale nel quale si sviluppò la sua produzione.
Ammirato dai contemporanei e stimato da musicisti quali Johann Sebastian Bach, Georg Friedrich Händel e Johann Adolf Hasse, Legrenzi fu tra le personalità più influenti del tardo Seicento. Erede della tradizione veneziana e al tempo stesso innovatore del linguaggio musicale dell’epoca, concluse la propria carriera come maestro di cappella della Basilica di San Marco, incarico che ne consacrò il prestigio nella storia della musica sacra italiana.
Alla riscoperta moderna della sua opera ha contribuito in modo decisivo l’attività di Giovanni Acciai, che con l’ensemble Nova Ars Cantandi ha promosso importanti progetti discografici dedicati al compositore. Tra questi si colloca la pubblicazione per Naxos dell’Op. 3, Harmonia d’affetti devoti, raccolta emblematica della maturità legrenziana, nella quale convergono sapienza contrappuntistica, intensità espressiva e raffinatezza del linguaggio sacro.
Di questo nuovo progetto discografico e dell’eredità artistica di Legrenzi dialoga Giovanni Conti con il maestro Acciai.
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