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Tutto scorre

Viaggio lungo il Giordano, la Drina e il Reno

Un viaggio nel solco delle ormai tradizionali programmazioni estive di luglio e agosto dell’approfondimento della Rete Due, alla scoperta di realtà storico-culturali lungo i fiumi. Dopo il Po e il Ticino (2010), dopo il Danubio (2011), il Mississippi (2012) e il Gange (2013), quest'anno i sabati mattina saranno contrassegnata da un viaggio lungo 3 fiumi: il Giordano, la Drina e il Reno.

Filo rosso, comun denominatore tra tre realtà molto specifiche è il concetto di fiume come “limes”, come frontiera tra guerra e pace, tra lingue, tra culture, tra storie. Lo spunto è costituito dalla Grande Guerra, la prima guerra mondiale che scoppiò proprio 100 anni fa. Un ricorrenza che cade il 28 giungo (attentato di Sarajevo contro l’erede al trono austro-ungarico) e il primo  agosto (inizio ufficiale del conflitto globale). La prima guerra è associata alla Drina il fiume che scorre in Bosnia e che seguiremo per tre puntate, come sempre con reportage realizzati sul posto e che commenteremo con ospiti in studio. Altre tre puntate sono consacrate a un fiume centrale nella storia europea: il Reno. Un limes storico dell’impero romano, un tracciato che segna il confine tra Svizzera e Germania ma anche una frontiera che ha dilaniato il continente mettendo a confronto Francia e Germania nel 1871, poi nella Grande Guerra e infine nella seconda guerra mondiale al termine della quale l’Alsazia fu reintegrata alla repubblica francese. Abbiamo voluto però scegliere per le prime tre puntate il fiume più legato al nostro immaginario simbolico, il primo fiume nella nostra memoria culturale, legato ai nostri referenti religiosi e a uno dei conflitti più significativi e lunghi dell’epoca contemporanea. In un’ottica bellica, il Giordano potrebbe essere battezzato il padre di tutti i fiumi. Piccolo, in alcuni tratti quasi un ruscello, breve (poco più di 300 chilometri), strategicamente decisivo (è al confine tra Israele e la Giordania, è una delle poche risorse idriche della regione) è carico di quella storia, di quelle vicende, di quei miti di cui riferisce la Bibbia e che condizionano la storia regionale e mondiale.

Il programma, che sostituisce Moby Dick, mira alla scoperta, ambisce alla contestualizzazione storica e culturale, affrontando tematiche quali il conflitto e la convivenza, la memoria delle guerre, la narrazione che ha preso spunto dai fiumi (da un testo di portata mondiale quale è la Bibbia fino al “Ponte sulla Drina” capolavoro che ritraccia, ambientando la trama nella cittadina di Visegrad, la storia intensa e traumatica della Bosnia e della regione balcanica. Un storia che sembra destinata, nelle sue tensioni se non addirittura tragedie, a ripetersi. La conduzione è di Raffaella Barazzoni e Gigi Donelli, i reportage realizzati da Gigi Donelli, Andrea Rossini, Brigitte Schwarz. La produzione di Roberto Antonini.