Carlo Dossi

Disincanto, provocazione e stile

 

I tre termini vogliono suggerire altrettante caratteristiche dell’opera di Carlo Dossi, evidenti sin dal suo precoce libro d’esordio (L’Altrieri. Nero su bianco, apparso nel 1868, quando l’autore aveva di poco superato la soglia dei vent’anni), e poi sviluppate e precisate nei titoli successivi. In un’Italia da pochissimo “unita”, il Dossi e altri giovani scrittori, che rappresentano la fase più matura e avanzata della cosiddetta Scapigliatura, manifestano con insolita originalità espressiva le inquietudini e le delusioni post-unitarie, agitando le acque tutto sommato abbastanza tranquille della narrativa italiana tra Manzoni e Verga.

 

CARLO DOSSI (al secolo Alberto Carlo Pisani-Dossi; Zenevredo 1849 – Como 1910) fu politicamente conservatore, ma letterariamente quasi rivoluzionario. Tra le sue opere principali: L’altrieri. Nero su bianco (1868), Vita d’Alberto Pisani scritta da C.D. (1870), Il Regno dei Cieli (1873), Ritratti umani, dal calamajo di un medico (1873), La Desinenza in A (1878), La Colonia felice – Utopia (1874), Goccie d’inchiostro (1880), Amori (1887). Il lettore moderno può affidarsi alle ristampe curate dai maggiori editori contemporanei (Adelphi, Einaudi, Garzanti).

 

FABIO PUSTERLA (1957) insegna Letteratura italiana presso il Liceo Cantonale Lugano 1 e l’Istituto di studi italiani dell’USI. Poeta, traduttore e critico, allievo di Angelo Stella e Maria Corti, è autore di numerosi titoli. Ha curato l’edizione commentata dell’opera narrativa di Vittorio Imbriani (3. Voll., Fondazione Bembo/Longanesi-Guanda,  Milano, 1992-94) e, insieme ad Angelo Stella e Cesare Repossi, l’antologia Lombardia (La scuola, Brescia, 1990). Recentemente ha firmato la prefazione al volume della Bibliothèque de la Pléiade che raccoglie l’opera di Philippe Jaccottet, di cui è principale traduttore italiano.

 

 

Documenti radiofonici dalle Teche RSI

Il primo documento radiofonico dedicato a Carlo Dossi è un’edizione della trasmissione di Rete Due «Primo piano», andata in onda il primo maggio 1995. Curata da Mariarosa Mancuso, s’intitola «Dossi e Tonic» è ed una straordinaria lettura che di Dossi fa un suo ammiratore entusiasta: Alberto Arbasino. Secondo Arbasino, nel paludoso panorama degli scrittori italiani dell'Ottocento, Carlo Dossi è una brillantissima eccezione. Aristocratico, ricco, brillante, spiritoso e salottiero, ci ripaga delle tristi vicende (lacrime, malattie e povertà) raccontate dai suoi colleghi. Da lui nasce la linea che condurrà a Gadda: frasi complicate come un ricamo, parole scovate negli angoli nascosti del vocabolario.

 

Nello stesso anno, nel quale andò in onda l’intervista ad Arbasino su Carlo Dossi, sull’autore delle «Note Azzurre» tenne una serie di letture commentate il suo massimo studioso: Dante Isella, al quale si debbono pressoché tutte le edizioni delle opere più importanti di Dossi. Il ciclo di quattro lezioni - complessivamente intitolato «Letture al caminetto» – si tenne l’8, il 15, il 22 e il 29 ottobre 1995.

 

«I vagabondaggi degli scrittori lombardi» è il titolo della trasmissione radiofonica, che lo studioso di letteratura lombarda Franco Brevini dedica il 19 ottobre 2007 a Carlo Dossi. L’incipit è un brano di Carlo Emilio Gadda, il quale sottolinea le proprietà terriere di cui era dotato Dossi; e Brevini segue l'indicazione di Gadda, percorrendo la Lombardia sulle tracce delle dimore di Dossi.

 
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