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Zundel: la fragilità che apre alla luce - Guido Rivoir: l’Azione posti liberi per i profughi cileni

  • 14.12.2025
  • 28 min
  • Chiara Gerosa e Luisa Nitti
  • cath.ch
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Zundel: la fragilità che apre alla luce
di Chiara Gerosa

Maurice Zundel, teologo e mistico svizzero, ha lasciato un pensiero sorprendentemente attuale: un Dio fragile, povero, che attende l’accoglienza dell’uomo per rivelarsi pienamente. Attraverso le voci di Marc Donzé e del regista Pierre Pistoletti, il racconto ripercorre la vita di un sacerdote errante, spesso incompreso, ma radicalmente fedele alla propria coscienza. La sua spiritualità, radicata nel silenzio, nella bellezza e nella dignità dell’altro, si apre a un ecumenismo che nasce dal cuore più che dalle idee. In un mondo rumoroso, Zundel invita a riscoprire lo stupore e una fede che non impone, ma illumina.

Guido Rivoir: l’Azione posti liberi per i profughi cileni
di Luisa Nitti

Negli anni Settanta, a Lugano, il pastore valdese Guido Rivoir (1901-2005) si adoperò con ogni mezzo – agendo al limite dell’illegalità – per promuovere l’accoglienza in Ticino di profughi provenienti dal Cile, dopo il golpe del 1973. La sua figura è ricordata nel Giardino dei Giusti di Lugano (inaugurato nel 2018) e la scorsa estate la Città di Lugano ha posato una targa commemorativa sulla casa di viale Franscini in cui il pastore abitò per vari decenni. Rivoir, animato da una profonda fede, non operò da solo, ma seppe coordinare una rete di persone che in quel frangente storico misero al primo posto il bene dei rifugiati, a discapito della loro stessa sicurezza. Nacque così l’Azione posti liberi, per l’accoglienza dei profughi cileni minacciati dalla dittatura. Racconta alcuni snodi di questa storia appassionante Danilo Baratti, co-autore dell’autobiografia di Rivoir, “Le memorie di un valdese”.

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