Un monolocale come una barca, un appartamento con poco spazio ma che galleggia e ti tiene a galla, e dove tutto funziona comunque.

Come gli incendi che bruciano i prati e fanno crescere nuova erba verde e rigogliosa, gli stravolgimenti esistenziali portano nuove prospettive. Il cantautore grigionese Pascal Gamboni ha attraversato la sua personale selva oscura, uscendone con una nuova consapevolezza e un nuovo disco. Il quattordicesimo.
Con “Mia barca”, Pascal Gamboni celebra la vita. Lo fa ricordando le occasioni che essa offre e che devi saper cogliere; omaggia gli incontri e le amicizie, ricordandoci che tutto è interconnesso in questo mondo, e immaginando il nostro stato d’animo variabile come il tempo meteorologico.
“Mia Barca” contiene tredici canzoni realizzate nel suo originale stile “Alpine lo-fi”, rigorosamente DIY e cantato in romancio, essenziale, ricco di sole e melodia, per invitare tutti quanti a restare svegli, attenti e ricettivi. Sandra Romano ha incontrato Pascal Gamboni a Zurigo. La chiacchierata è partita dall’idea che la musica sia un salvagente esistenziale.

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