Antenne di telefonia mobile, tra radiazioni non ionizzanti e licenze edilizie

Con Antonio Bolzani

mercoledì 02/05/18 13:00
Antenna telefonia mobile Antenne di telefonia mobile, tra radiazioni non ionizzanti e licenze edilizie, 02.05.18

È risaputo che le antenne e le relative installazioni necessarie per la telefonia mobile preoccupano la popolazione, soprattutto quella che vive nelle vicinanze di questi impianti: il problema dell’elettrosmog e delle radiazioni non ionizzanti, molto d’attualità e assai dibattuto dall’opinione pubblica e dalla comunità scientifica, inquieta un po’ tutti. Come valutare il quantitativo di campo elettromagnetico globale generato dalle varie sorgenti presenti nella nostra vita quotidiana, e più in particolare, come sorvegliare e provare a contenere quella fonte di elettrosmog legata alla telefonia mobile che oggi preoccupa maggiormente la popolazione ma alla quale la popolazione stessa difficilmente riuscirà a rinunciare? Innanzitutto, è utile comprendere il funzionamento di un sistema cellulare ed allora, nella consulenza odierna, cerchiamo di spiegare che cosa è l’elettrosmog; qual è l’impatto per la popolazione delle antenne di telefonia mobile nella Svizzera italiana; quante sono e dove vengono posate le antenne; quali distanze bisogna mantenere dalle case; chi decide dove ubicarle e chi accorda le licenze edilizie; chi verifica gli impianti; e come e quando questi impianti vengono verificati e collaudati. In generale, ci soffermiamo sull’impatto elettromagnetico e sulle varie intensità dei diversi campi elettromagnetici per capire se, come, dove e quanto siamo esposti nella nostra vita quotidiana.

Ospiti:
Prof. Andrea Salvadè, direttore dell’Istituto sistemi e elettronica applicata (ISEA) della Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana (SUPSI)
Sergio Kraschitz, collaboratore scientifico della Sezione cantonale della protezione dell'aria, dell'acqua e del suolo del Dipartimento del territorio

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