Da bravo a bravissimo, passando da bravate e notti brave: la grande varietà dell’italiano

Con Antonio Bolzani

venerdì 29/04/16 13:00
Libro, Biblioteca, Mensola per libri, Vecchio, Letteratura, volumi

 

Con la presenza questa volta del Prof. Giuseppe Patota, ritorna oggi la consulenza linguistica, dedicata all’italiano scritto e parlato: in compagnia dei nostri esperti vi spieghiamo quali sono le facili regole per evitare gli errori, suggerendovi cosa non dire e cosa non scrivere. Oggi partiremo da un recentissimo volumetto, intitolato Bravo dello stesso Prof. Patota, il quale annota nella prefazione: "Di qualcuno che è capace, buono o onesto, si dice che è una brava persona. Applaudendo un artista o gratificando un figlio per un buon voto esclamiamo bravo! Come mai allora una bravata o una notte brava non sono imprese di cui andar fieri? E come mai i bravi evocati nei Promessi sposi tutto erano meno che bravi?". Lo sapremo ripercorrendo l’alterna storia del termine: dalle origini alla sua diffusione internazionale, una piccola parola testimone di tante qualità, buone e cattive, degli italiani, degli svizzeri italiani e di tutti gli italofoni. Poi da “bravi” specialisti della lingua italiana, i nostri ospiti sono ovviamente a vostra disposizione per tutti i vostri dubbi e le vostre domande.

Ospiti:
Gerry Mottis
, docente di italiano alle Scuole Medie e scrittore
Giuseppe Patota, professore ordinario di Linguistica italiana nell’Università di Siena-Arezzo. Fra i suoi libri recenti La grande bellezza dell’italiano (Laterza, 2015); con il Mulino ha pubblicato anche i Nuovi lineamenti di grammatica storica dell’italiano (2007).

Viti e vigneti rari

Seguici con