La sacralità della parola nel nuovo romanzo di Adrian Bravi

A cura di Rossana Maspero

venerdì 10/05/19 09:30
Librintasca 10.05.2019 Intervista ad Adrian Bravi

L'idioma di Casilda Moreira di Adrian Bravi racconta la storia di Giuseppe Montefiori , un professore di etnolinguistica che -preso da un'ossessione che non lo lascia dormire- si assenta dalle lezioni durante le quali aveva raccontato ai suoi studenti che in una zona remota tra la Patagonia e la Pampa argentina vivono gli ultimi due parlanti di un’antica lingua degli indios che si credeva scomparsa: Günün a Künä .

Casilda e Bartolo, i due custodi di quella lingua antica  trasmessa solo per via orale però non si rivolgono la parola da tanti anni per colpa di una lite amorosa avuta in gioventù. Da allora quella lingua se la tengono stretta in mente ma non comunicano più tra loro. Stanti così le cose c’è serio il serio rischio che morti loro quella lingua scompaia senza lasciare tracce.

Per studiare l’antico idioma e per impedire che si perda per sempre, Annibale, l’allievo prediletto, decide di partire per la Pampa alla ricerca dei due indios nella speranza di registrare la loro voce così da raccogliere materiale da riportare al professore per approfondire gli studi di quella lingua.

Il libro di Adrian Bravi assumerà presto i connotati di un viaggio che parte dal centro Italia tra Marche e Abruzzo per arrivare nelle sconfinate pianure argentine facendo emergere il legame tra lingua e sentimenti da un lato e il rapporto con la terra dall’altro.

Un piccolo e affascinante libro da cui emerge la sacralità della parola, tema caro a Bravi.

In chiusura il consueto appuntamento con l'aggiornamento della classifica dei libri più venduti nella Svizzera italiana.

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