L'avvocato Guerrieri e la nostalgia dello stupore

A cura di Rossana Maspero

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Il nuovo romanzo dii Gianrico Carofiglio La misura del tempo (Einaudi) ha già superato le 300 mila copie ed è in testa alle classifiche dei libri più venduti.

Il suo libro precedente La verisione di Fenoglio - pubblicato a inizio 2019- aveva avuto lo stesso destino mentre nel 2018 è uscito Con i piedi nel fango, un saggio sulla sua visione della politica.

Carofiglio, autore dalla scrittura sottile e profonda, per anni Sostituto Procuratore Antimafia al tribunale di Bari indi senatore della repubblica per il partito democratico italiano, ha iniziato anni fa con Testimone inconsapevoleAd occhi chiusiRagionevoli dubbiLe perfezioni provvisorie e La regola dell'equilibrio i  legal thriller dei casi dell'avvocato Guerrieri, che lo hanno reso famoso ai più trasformandolo in uno scrittore da best seller, tradotto in moltissime lingue.

Ma Carofiglio ha dimostrato nel tempo di essere un autore multiforme, passando dal romanzo (con Il passato è una terra straniera, che vince il Premio Bancarella e diventa un film per la regia di Daniele Vicari, o successi come Il silenzio dell'onda, finalista al Premio Strega e Le tre del mattino) al fumetto (con Cacciatori nelle tenebre, firmato col fratello Francesco), a L'arte del dubbio che traeva spunto dai manuali sulle tecniche da interrogatorio, alla letteratura di genere. I polizieschi Una mutevole verità e L'estate fredda hanno per protagonista il maresciallo dei carabinieri Pietro Fenoglio, piemontese in servizio nel Sud.

La misura del tempo si apre riportando dopo cinque anni il lettore nello studio dell'avvocato Guido Guerrieri, per il quale il tempo è trascorso e con esso il suo rapporto con il lavoro.

In verità la narrazione scorre su due binari, o meglio su due fronti che si intersecano e alimentano a vicenda: da un lato, abbiamo l’indagine al centro della quale c’è Iacopo Cardaci, il problematico figlio di Lorenza -che è un'ex fiamma di Guerrieri, oggi irriconoscibile rispetto ai tempi della sua storia amorosa- il quale è accusato dell’omicidio di uno spacciatore ed è già condannato in primo grado. Un caso quasi perso in partenza ma Guerrieri (tarlato come è dal dubbio che affligge gli intelligenti) lo accetta comunque; dall'altro abbiamo i ricordi e le digressioni di Guerrieri ai tempi della sua giovanile relazione con Lorenza Delle Foglie, ma soprattutto le riflessioni sul cambio di punto di vista, sulla percezione delle cose con il passare del tempo, e sulla percezione stessa del tempo. E la Lorenza che ventisette anni dopo si presenta nel suo studio non ha nulla del fascino e della forza che aveva allora. È una donna grigia, opaca, che emana odore di fumo stantio e tristezza: non è più quella che seduceva con parole e discorsi il giovane avvocato praticante.

Il romano pone una questione, e cioè: sono le cose a cambiare radicalmente o è il nostro sguardo e vissuto che ci impongono un distacco, una visione e uno sguardo critico nei confronti del mondo?

Chiude la mattinata Letizia Bolzani proponendoci di Lawrence Schimel e Juan Camilo Mayorga, Che bambino fortunato!, Uovonero