A trent’anni dal voto negativo sullo Spazio economico europeo (3./3)

Con Nicola Colotti, in conduzione Isabella Visetti

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Il 6 dicembre 1992 i cittadini svizzeri, chiamati alle urne, rifiutarono l’entrata nello con una stretta maggioranza Dibattito a cura di Nicola Colotti.
Il 6 dicembre 1992 i cittadini svizzeri, chiamati alle urne, rifiutarono l’entrata nello Spazio economico (SEE) con una stretta maggioranza del 50.3 nel voto popolare, mentre nei cantoni l’esito fu più chiaro con 18 di essi contrari. L’alta partecipazione al voto (78.7%) era il segno di quanto il tema fosse sentito. A trent’anni di distanza, grazie al lavoro di ricerca e selezione del Gruppo di ricerca dei Documenti diplomatici svizzeri emerge quanto anche all’interno del Consiglio Federale di allora il dibattito fosse contrapposto tra chi spingeva addirittura per l’adesione all’Europa e chi temeva invece una Svizzera “vassalla”. Il voto sullo Spazio economico europeo fu uno spartiacque, con l’affermarsi di una visione politica contraria all’Europa, i cui effetti si misurano ancora oggi. Fu anche il successo di Christoph Blocher quale capo carismatico del fronte contrario a qualsiasi concessione. La recente pubblicazione dei documenti dell’epoca ci permette di ricostruire un clima politico e diplomatico più complesso di quanto una semplice contrapposizione tra favorevoli e contrari non lasci presagire.

Ne discutiamo con:
Sacha Zala,
storico, docente universitario, Direttore del gruppo di ricerca Documenti diplomatici svizzeri
Alexis Lautenberg, già ambasciatore svizzero in Gran Bretagna e già Capo Missione svizzera presso l’Unione europea a Bruxelles
Michele Rossi, responsabile relazioni esterne della Camera di commercio del Canton Ticino